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I tre moschettieri pronti all'affondo

Lorenzo, "voglio di più", Pedrosa, "mi sento a mio agio", Marquez, "so come migliorare"

Arrivano in tre nell’arena di casa in testa alla classifica mondiale. Lorenzo e Marquez appaiati al primo posto, Pedrosa che insegue a 8 punti. Dopo i primi due turni di libere sono appena tre decimi a separarli, Jorge davanti, Dani alle sue calcagna e Marc con un ritardo che non compromette nulla. Ad Austin avevano monopolizzato il podio e sono pronti a ripetersi anche domenica, per continuare la festa iniziata negli Stati Uniti nella loro terra natale.

Jorge LorenzoJorge Lorenzo è quello che potrebbe ostentare maggiore sicurezza, nei test aveva fatto il vuoto sul passo di gara e oggi la sua leadership non è mai stata messa in discussione. Eppure il maiorchino non vuole correre l’errore di cantare vittoria troppo presto, le Honda sono più vicine e Pedrosa ama particolarmente Jerez. Inoltre ai box ha un ospite speciale, il ‘presidentissimo’ di Yamaha Takaaki Kimura.“All’inizio della seconda sessione mi sono sentito meglio rispetto al mattino, ma con l’alzarsi delle temperature non è stato facile mantenere lo stesso ritmo – spiega – Dobbiamo continuare a lavorare sul setting se vogliamo mantenere lo stesso passo anche domani. Abbiamo bisogno di migliorare ancora di tre o quattro decimi, potere girare tranquillamente in 1’39” sarebbe una bella sensazione. Non dico di non essere contento della partenza, ma voglio di più. Siamo tutti vicinissimi”.

Dani Pedrosa guarda ai due avversari, da una parte c’è la lotta per il mondiale, dall’altra quella interna. “Per me è una gara come un’altra – minimizza – Certo siamo in Spagna e la pista mi piace, ma non cambia molto. Con Marc i rapporti sono buoni, non provo nessuna sensazione particolare, gli riconosco che sta guidando bene. Però anch’io qua mi sento a mio agio in sella, era successo anche ad Austin, ma questo tracciato lo conosco meglio. Voglio rimanere concentrato, scegliere la gomma giusta e migliorare il setup per avere una moto più stabile. L’ultimo turno di libere sarà molto importante”.

Tra i due litiganti la saggezza popolare insegna che a volte è il terzo a godere. Come è già successo ad Austin. Anche perché Marc Marquez impara in fretta e ogni errore per lui è un tesoro prezioso in quest’ottica. “Sono partito usando lo stesso setup dei test di marzo, anche se avevamo faticato in quell’occasione – conferma – E in effetti non mi sentivo bene in sella. Con le MotoGP, ho capito, se non sei al meglio la paghi sotto ogni aspetto. Entri male in curva e sei più lento sia in percorrenza che in uscita. Però la mia squadra era preparata. Avevamo preparato una grossa modifica, l’abbiamo fatta e abbiamo continuato a cambiare qualcosa anche nel pomeriggio. Anche domani continueremo su quella strada. Poi ho modificato un po’ il mio stile di guida, questa è una pista stretta e occorre essere molto precisi. Ho bisogno di migliorare ancora perché qui sono tanti i piloti veloci, Lorenzo e Pedrosa ma anche Rossi e Crutchlow. Insomma siamo migliorati sia io che la moto, i test ci hanno detto quello di cui avevamo bisogno”.

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