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Rossi: devo imparare a rischiare

"Nelle qualifiche voglio rimanere nei primi 5. Dobbiamo trovare la strada per il setup"

Tre decimi, sono quelli che pesano sulle spalle di Valentino Rossi. Il distacco, centesimo più centesimo meno, che si porta dietro sia al mattino che al pomeriggio nel primo giorno di libere a Jerez. Niente a che vedere col secondo abbondante, quando non sono stati due, di Austin. Però su una pista che doveva essere tagliata su misura per la coppia Dottore-M1, qualcosa non ha girato ancora nel verso giusto. Il pesarese non nasconde le difficoltà, ma non si fascia neppure la testa. “Come primo giorno è andata abbastanza bene – commenta – nel pomeriggio sono passato dalla 3° alla 4° posizione, ma non sono troppo distante dai migliori”.

Siete tutti molto vicini, cinque piloti in meno di quattro decimi.

Sì e sarà importante rimanere in questo gruppo anche nelle qualifiche, non farsi superare da piloti meno veloci sul passo di gara. Partire dietro di loro significherebbe rischiare di perdere tempo nei primi giri”.

La nuova formula di qualifiche non sembra piacerti molto, sai come puoi migliorare?

Bisogna lavorare su due punti. Il primo è la strategia, e qui dovrebbe essere più semplice. Jerez è un circuito corto e 15 minuti sono più che sufficienti per sfruttare le due gomme, anzi ci sarà anche tempo per magari aspettare un po’ per non trovare traffico. Ma in Texas non è stato questo il problema, dobbiamo ancora capire perché con la gomma nuova faccio più fatica degli altri. Magari devo rischiare di più”.

Da quale assetto sei partito oggi?

Ho iniziato con uno simile a quello dei test e nel pomeriggio ho provato anche quello usato ad Austin, in verità su questa pista non c’è una grande differenza fra i due. Non abbiamo ancora deciso quale delle due strade seguire”.

Domani come continuerete il lavoro?

Avremo due moto con setting diversi, per fare qualche esperimento. Dobbiamo decidere quanto peso mettere sull’anteriore e soprattutto trovare il giusto compromesso. Il rischio è avere un setup che garantisce più vantaggi nella prima parte nella gara e più problemi nella seconda, o viceversa”.

Le tue regolazioni sono molto diverse da quelle che usa Lorenzo?

Sotto alcuni punti di vista sì, sotto altri meno. E’ inevitabile, perché anche i nostri stili di guida non sono identici”.

Ci sono punti dove fai più fatica?

No, sono fra i primi cinque in tutti i settori e sono anche riuscito a migliorare rispetto alla mattina nell’ultima curva, che come sapete non sono capace di fare...”.

Bisognerebbe chiedere a Gibernau, in effetti. Su quale gomma usare invece ci sono già delle certezze?

Viste le temperature puntavo sulla dura al posteriore e infatti ho già incominciato a lavorare in quell’ottica. Però al massimo angolo di piega scivola molto, così facendo si scalda e perde efficacia anche in accelerazione. Però sono un po’ preoccupato a usare la mescola più soffice in gara, per il calo sulla distanza”.

Le Honda, inoltre, sembrano più vicine rispetto ai test.

Penso che la M1 abbia un vantaggio quando le temperature sono più basse, ma con il caldo viene annullato. Credo che sia per come riusciamo a fare lavorare le gomme. Ma nei test Pedrosa è stato molto competitivo, era staccato di poco da Lorenzo”.

Sono loro due i favoriti?

Per me sì, Dani su questa pista è più competitivo rispetto a Marquez”.

Oggi hai fatto anche un po’ di ‘scuola guida’ a Marc.

Mi si è attaccato dietro all’inizio del primo turno, ma in quel momento ero un po’ più veloce di lui e non è riuscito a seguirmi”.

Questa è la prima gara europea, sarà la prova del nove sulla tua effettiva competitività?

Vengo da un buon risultato, in Qatar, e da uno deludente, in Texas, ma il campionato è fatto di 18 gare. Sarà una gara importante ma non decisiva, come ho detto Jorge e Dani sono i favoriti, io voglio stare vicino a loro, prendere al meno il terzo posto”.

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