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Test, Honda CB500X: brillante con brio

LA PROVA Facile, agile, stabile e molto divertente. E consuma pochissimo

Avete presente quelle sensazioni di deja vù che ogni tanto capitano durante la nostra vita? Quel momento in cui si realizza di aver già visto, già vissuto quel dato attimo, ma non si sa bene il perchè, il quando o il come. Ecco, salendo in sella alla Honda CB 500X abbiamo ricevuto proprio quella sensazione.

L'unica differenza? Essere assolutamente coscienti di quando avevamo ricevuto quel feeling di familiarità, facilità e agilità. Già, perchè la piccola crossover dell'Ala dorata è la terza declinazione di un'unica - coraggiosa - piattaforma di moto che permetteranno ai neopatentati - sottoposti al vincolo dei 35 Kw - di poter assaporare le sensazioni di una vera moto e imparare a guidare una due ruote che ti permette anche piccoli sbagli senza per questo mandarti in affanno.

Sono le 09.00 del mattino e ci troviamo fuori dalla sede Honda per il test di questa CB500X. Il percorso, variegato e lungo 120 km, si snoda lungo le montagne della Catalogna: l'ideale per saggiare la ciclistica ed il tiro di questa due ruote.

Le dimensioni, come per le altre due sorelle Naked e Sportiva, sono piuttosto contenute, ma l'impostazione in questo modello è più comoda, e la triangolazione sella-manubrio-pedane permette una seduta più agiata, comoda e meno caricata sull'anteriore. In altre parole, ci sentiamo, oltre che comodi, letteralmente seduti, trovando il manubrio più alto. La X infatti presenta un'inclinazione del canotto di sterzo di 26,5 gradi, ed un interasse pari a 1.421mm, oltre che un avancorsa di 108mm.

POCHI GIUSTI CAVALLI CON BRIO - Bastano pochissimi chilometri e quel "family feeling" riscontrato pochi mesi orsono alla presentazione delle due sorelle, si riscontra piacevolmente anche in questo prodotto. La moto non presenta alcuna vibrazione, grazie al contralbero di bilanciamento, e mostra una "schiena" di potenza veramente molto buona, oltre che un buon allungo. Non bisogna dimenticare infatti che stiamo parlando di una moto pensata principalmente per i neofiti o per chi è stato magari anni fa un motociclista, ed ora vuole ritornare, senza troppa fatica, a cavalcare una moto, e proprio per questo, nonostante i 48 cavalli, l'allungo fino a 9.000 giri/min è apprezzabile.

Per sfruttare in pieno la potenza di questa piccola crossover dobbiamo tenerla in tiro, sopra i 5000 giri/min. La potenza infatti si trova ai medi ed alti regimi, così da poter pennellare le curve con scorrevolezza e scioltezza. E' un motore che non mette ovviamente in crisi, pur regalando brio e brillantezza, e vuole che impostiate le traiettorie senza pensare troppo alle sue reazioni. Ecco perchè è un ottima base per cominciare a guidare. Qualora dovessimo arrivare un pò troppo bassi di giri si rischia di rimanere con il "gas in mano". Unico appunto per un leggero "on-off" riscontrato nel primissimo momento in cui si prende in mano il gas. Come per le sorelle F ed R, il cambio e la frizione risultano molto morbidi.

CICLISTICA SINCERA - Affrontiamo il percorso che risulta essere decisamente probante: curve e tornanti di vario raggio e velocità differenti, alcune delle quali anche medio-veloci: la moto, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è una classica Honda: equilibrata.

Pur trattandosi di una moto stradale e "facile", offre sensazioni di buonissima sicurezza e tranquillità, oltre che di stabilità. E' una moto che si muove, per via della sua morbidezza a livello sospensivo, ma non mette mai in crisi a livello ciclistico. Una volta impostata la curva, la moto rimane incollata allla traiettoria, e scorre tranquilla e fluida. In altre parole, per metterla in crisi bisogna andare ad andature decisamente allegre, per utilizzare un eufemismo. Questo, oltretutto, considerando l'asfalto sporco che abbiamo trovato, a causa delle pioggie dei giorni precedenti, e delle gomme, ottime per ogni condizione atmosferica, ma ovviamente, non improntante sulla prestazione pura.

Ciclistica sincera quindi, e forcella che, rispetto alle due sorelle F ed R, ha un'escursione maggiore e risulta essere un pochino più morbida nella  prima fase di compressione. Il motivo è semplice. Questa moto è stata pensata maggiormente per andature turistiche e meno "impiccate". Non è il suo scopo andare forte e in maniera aggressiva, ma preferisce accompagnare il pilota per tanti chilometri.

FRENA BENE - Il doppio ABS separato risulta di ottima fattura, così come la modulabilità della frenata. Volete arrivare veloci ad un tornante e attaccarvi ai freni? Potete farlo senza alcun problema, sappiate che la moto non vi abbandonerà e, anche in caso di "attacco" ai freni da emergenza o da "distrazione" (evento che, a maggior ragione per un ragazzo neofita, può accadere), grazie anche al lavoro ciclistico, molto difficilmente potrebbe abbandonarvi.

Il giro prosegue e affrontiamo un tratto molto veloce, con curvoni da raccordare a velocità sostenuta. Il nostro cervello è la nostra spia migliore per quanto concerne le qualità di questa piccola Crossover. Siamo liberi di affrontare le curve senza troppi pensieri, e "fidandoci" della ciclistica di questa moto. Certo, la posizione di guida non è tale da farci attaccare in maniera cattiva le curve, ma il divertimento è assicurato: la moto è leggerissima e si sposta nei cambi di direzione, solo con il movimento del busto. Non serve forzare, basta un accenno, un movimento armonioso e la moto vi seguirà immediatamente, pur mantenendo la sua stabilità.

Ultimo capitolo per i consumi. Come per le due sorelle F ed R, la CB500X si rivela incredibilmente parsimoniosa nel consumo-carburante. Come per le due sorelle F ed R, pur alternando andature tranquille a momenti ben più "allegri", il consumo di carburante dichiarato di circa 27 km al litro si è rivelato veritiero.

CONCLUSIONI - Perdonateci se sembriamo ripetitivi e anche voi avrete una sorta di "deja vu" nel leggere i nostri commenti. E' vero, la nostra opinione sulla CB500X rispecchia quanto visto e riportato pochi mesi fa, durante il test della CB500F e della CBR500R. La piccola crossover risulta, invero, perfino più facile delle altre due sorelle da guidare, oltre ad essere, per sua stessa natura, un poco più comoda. E' una moto che permette viaggi di medio raggio, in grado di accompagnare un neofita nella guida su due ruote, e che consuma poco. Considerando anche il "successo" degli ultimi anni del concetto di Crossover, questa entry-level ha tutte le carte in regola per poter essere un successo, a maggior ragione in periodo storico come questo, in cui il mondo delle due ruote ha fame di "newcomer".

 

Per effettuare questo test abbiamo utilizzato i seguenti capi d'abbigliamento tecnico Dainese

 

SUPER SPEED PELLE

Abbinare un’ergonomia eccellente ad una tecnicità senza paragoni è da sempre un must per Dainese. Super Speed Pelle diventa il nuovo riferimento per i giubbotti sportivi da moto, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’esclusiva ed estremamente resistente pelle bovina D-Skin, abbinata al resistentissimo tessuto S1, dalle proprietà elastiche bi- direzionali, nei punti che necessitano maggior mobilità. Spalle co-iniettate con inserti in alluminio, predisposizione per paraschiena e protettore toracico, foratura piazzata, prese d’aria su petto e fianchi, gobba aerodinamica e fodera trattata con ioni d’argento e con inserti in tessuto 3D Bubble sapranno soddisfare anche i motociclisti più esigenti.

 

CARBON COVER

Anima racing e aggressività caratterizzano questo guanto corto in pelle bovina, pensato per aggredire l’asfalto in sella alla propria moto godendo di un’ergonomia e protezione di alto livello, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’ergonomia studiata per la guida sportiva.
Dotato di inserti compositi in fibra di carbonio sulle nocche, sulle dita e costruzione del mignolo rinforzata con inserti in TPU, Carbon Cover ST è la scelta dell’utente sport tourer più esigente. Palmo in pelle di capra, costruzione con un pannello unico di pelle a protezione delle cuciture sul taglio della mano, cinturino antiscalzamento e foratura sul lato interno delle dita completano questo guanto disponibile anche in versione Lady.

 

AGV CORSA

Anziché progettare a partire dalla calotta esterna, AGV STANDARDS, modello del quale il CORSA fa parte, inizia dalla testa del pilota le cui misure sono tradotte in un formato digitale, tramite una scansione laser. La scansione tridimensionale è una tecnologia estrememante precisa (al decimo di millimetro) che permette la trasformazione in dati digitali delle forme antropomorfe e successivamente condurre studi puntuali sulla fisionomia umana che sono il punto di partenza per la progettazione delle parti del casco a contatto con il viso. Il casco, riprodotto in tutte le sue parti mediante un modello matematico, consente l’effettuazione di analisi FEM  (Analisi agli Elementi finiti) che simula al computer una serie di crash test che riproducono non solo i test di omologazione ma anche prove secondo i più severi standard di AGV.

 

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