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Biaggi, la Ducati ed il potere di Twitter

Il Mugello e la Panigale aspettano Max, una storia iniziata sulla rete e finita in pista

Saranno pure gli spagnoli i dominatori di questo periodo storico del motociclismo, ma la storia la fanno ancora gli italiani. Se infatti è vero come è vero che la notizia della scorsa stagione è stata il ritorno di Valentino Rossi in Yamaha dopo due stagioni in Ducati, quella di questa primavera è stata la 'trattativa aperta' di Max Biaggi con la Superbike.

Scriviamo aperta perché il Corsaro l'ha portata avanti a colpi di tweet e ci riferiamo alla SBK perché Max non aveva un obiettivo preciso. Ha semplicemente buttato un sasso nello stagno per vedere quanto si allargavano i cerchi. E questi si sono allargati un bel po'. Grazie anche alla spinta di Jean Francois Battà, manager della Ducati e grande motore del mondiale delle derivate di serie.

Non è in mistero che quando Max si è ritirato avrebbe voluto rimanere all'interno di Aprilia con un ruolo. Una specie di manager-collaudatore.

"A noi sarebbe piaciuto - ci disse l'anno passato Gigi Dall'Igna - ma non allo stesso costo di un pilota".

Nelle trattative, si sa, vince sempre chi ha più necessità e la casa di Noale, con Laverty in casa e Guintoli in arrivo, non ne aveva. Ed infatti ora è in testa al mondiale.

La Ducati, invece, sì che ne ha bisogno: è indietro nella preparazione. Biaggi per loro puó fare molto...tranne i miracoli. Perché i miracoli, e questo a Borgo Panigale lo sanno bene, non li ha fatti nemmeno Valentino Rossi. E guarda caso i problemi della Panigale - telaio monoscocca figlio della Desmosedici - sono gli stessi della GP12. Sottosterza, si muove dietro.

Da qui la grande opportunità, come abbiamo scritto nei giorni scorsi: farla provare a Biaggi.

Per Battà ormai è una missione ed è scontato dire che il test avverrà al Mugello, casa della Rossa. Lì Max visiterà la 'malata' e dirà la sua, ma occhio perché diversamente dalla MotoGP alla 1199 non si potrà rifare il telaio.

Comunque sia una bella operazione mediatica che frutterà al romano un bell'ingaggio senza rischi, perché la Panigale oggi non è competitiva, anche qualora decidesse di spingersi più al di là di un test.

Un bel gioco che di ora in ora sarà possibile arricchire con un sacco di particolari. Perché non anche qualche giro sulla Desmosedici GP13 di Ben Spies e che sarà sostituito a Jerez dal prototipo della GP14 di Michele Pirro? Così è, se vi pare. Pensa te cosa accadrebbe se il Corsaro riuscisse a 'curare' i mali che il Dottore non è riuscito a guarire... Verso l'infinito e oltre. E tutto a colpi di tweet.


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