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SBK: Gara2, Laverty batte le Kawasaki

Sul podio Sykes e Baz. Male Melandri (8°) e le Ducati di Checa e Badovini

Niente doppietta per Tom Sykes ad Assen che, dopo avere guidato a lungo gara 2, deve arrendersi a Eugene Laverty. Il pilota dell’Aprilia è tanto veloce quanto furbo, studia l’avversario, lo passa a pochi giri della fine e poi impedisce ogni attacco dell’avversario. “Sono contento di questa vittoria, avevo fatto dei cambiamenti e la moto andava bene ma non mi aspettavo di battere Sykes” ha ammesso il britannico dell’Aprilia.

La Kawasaki può consolarsi comunque oltre che con il secondo posto di Sykes, “un peccato avere fatto un errore all’ultima chicane o avrei potuto vincere” ha detto, anche con il terzo di Loris Baz che è riuscito a mettere alle sue spalle un osso duro come Rea, oltre a Davies, irriconoscibile dopo il dominio di Aragon, e Guintoli, che comunque tiene la testa della classifica con 111 punti. Alle sue spalle invece tre piloti a pari punti (83): Laverty, Davies e Sykes.

Trasferta da dimenticare al più presto per Melandri, la Ducati e Giugliano, protagonista di una spettacolare caduta che gli ha tolto un podio alla sua portata.

LA GARA – Tom Sykes centra l’holeshot, inseguito da Laverty, Rea, Baz, Melandri, Giugliano e Guintoli. Il pilota della Kawasaki detta subito il ritmo, mentre Giugliano scavalca prima Melandri, poi Baz e Rea. Intanto l’unico a riuscire a seguire Tom è Laverty e la coppia incomincia già nei primi giri a fare il vuoto alle proprie spalle. Fa il gambero Checa, presto fuori dai primi dieci, mentre Davies inizia la sua rimonta. Al quinto giro Melandri perde la sesta posizione in favore di Guintoli e Davies. Il primo colpo di scena al 6° giro: Giugliano scivola e la sua Aprilia prende fuoco nella via di fuga.

A metà gara Sykes e Laverty hanno ormai preso il largo, mentre alle loro spalle Guintoli e Davies hanno raggiunto Rea e Baz (protagonisti di continui attacchi reciproci) nel gruppo che si gioca l’ultimo gradino del podio. Melandri, in crisi col posteriore, continua a perdere posizioni, al 13° giro è 11°, dietro a Checa e davanti a Badovini. La parte centrale è molto tattica, niente più sorpassi con tutti i piloti che pensano a risparmiare le gomme e a studiare gli avversari, aspettando il momento giusto per attaccare. Per Guintoli arriva al 15° giro, passa Baz e si mette alla guida del secondo gruppo. Un giro dopo, invece, Cluzel si ritira per un problema tecnico alla sua Suzuki.

Baz si riprende il 3° posto a sei giri dalla fine e poche curve dopo anche Rea scavalca il francese dell’Aprilia. L’atmosfera diventa rovente al 19° giro, quando Laverty attacca con successo Sykes e poi cerca l’allungo, ma senza riuscirci. Anche alle loro spalle Johnny, Loris e Sylvain non risparmiano i sorpassi.

All’ultimo giro Sykes è incollato a Laverty fino a sotto la bandiera a schacchi, ma perde la volata per 89 millesimi. Sono invece 42 quelli che valgono a Baz su Rea il terzo gradino del podio. Davies è quinto davanti a Guintoli e Camier. Solo 8° Melandri, con alle spalle Fabrizio e le Ducati di Checa e Badovini. A punti Clementi (13°) e Sandi (14°).

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