SBK: Progetto Xaus per Bimota

Lo spagnolo fa programmi a lungo periodo per la factory riminese

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Lo aveva già dichiarato a GPone.com in occasione dell'Eicma dello scorso anno e Ruben Xaus sta mantenendo il suo programma di sviluppo sportivo come responsabile racing per la Bimota.

Proprio dal Salone milanese sembra essere partita una certa stabilizzazione della Casa riminese che dopo essersi presentata proprio a Milano con uno stand importante, era tra gli espositori del Motor Bike Expo di Verona. E il venerdì della rassegna veneta era presente anche Xaus, direttore sportivo della Bimota.

Lo spagnolo ha dato la priorità alla Moto2, essendo il progetto già avviato e soprattutto sviluppato anche a livello internazionale (l'HB4 ha corso nel mondiale nel 2010 e nel CIV e CEV nel 2011) e dopo l'accordo con Edo Racing, sarà presente nel CIV del 2012.

Ruben Xaus a VeronaMa - forse anche per gli indiscussi rivolti commerciali, maggiori rispetto alla Moto2 - l'attenzione di Ruben sembra rivolta maggiormente al programma Superbike che ha bisogno, però di maggior tempo per essere concretizzato. Il primo problema sta nei modelli attuali della gamma che non sembrano adatti ad una partecipazione nel Mondiale Superbike. La DB8, infatti, avrebbe bisogno di profonde modifiche per questa destinazione mentre sembra adattissima alla partecipazione alle gare per bicilindriche in Italia ed all'estero. Ma a Rimini dovrebbe avere già in cantiere una nuova supersportiva che potrebbe avere già in fase di progetto le caratteristiche per una destinazione Superbike.

Il secondo scoglio è quello dell'omologazione FIM che richiede un numero minimo di moto prodotte lontano dall'attuale dimensione della Bimota. Nell'evoluzione dei regolamenti che dovrà forzatamente tenere conto anche delle condizioni del mercato delle supersportive in profonda crisi e questo potrebbe aprire una possibilità alla Casa riminese.

Con la DB8 o con una nuova moto, però, Xaus spera di poter disputare qualche gara Superbike nel 2013 in attesa di entrare nel Mondiale stabilmente l'anno successivo.

Woods su BimotaSe il lavoro della Bimota e di Xaus avrà esito positivo si tratterà di un ritorno del Marchio riminese nella Superbike che in questa categoria ha vinto dieci gare. Davide Tardozzi e Stephane Mertens si classificarono rispettivamente al terzo e quarto posto nella prima edizione del Mondiale Superbike. L'italiano vinse quattro gare - lottando a lungo anche per il titolo - mentre il belga se ne aggiudicò due.  L'anno successivo la "bandiera" della Bimota fu Giancarlo Falappa (sesto) che vinse tre gare, mentre corsero con la YB4 anche Mike Baldwin, Fabio Biliotti e ancora Tardozzi.  Nei primi due anni furono quattro le pole position conquistate dalle moto italiane motorizzate Yamaha.

Nel 1991 la Casa di Rimini si riaffacciò al campionato schierando la rivoluzionaria Tesi che fu portata in gara da Stanley Woods, e occasionalmente da Steve Manley e Dominique Sarron. I risultati non furono esaltanti e la crisi dell'Azienda fece il resto.

Qualche partecipazione di Bimota c'è stata nella seconda parte degli anni Novanta ma nella Supersport, mentre una vera e propria meteora fu il ritorno in Superbike nel 2000.

Anthony Gobert su BimotaInfatti sulla spinta di Virginio Ferrari che si avvalse della collaborazione di Franco Farnè scese in pista una Bimota SB con motore Suzuki TL guidata da Anthony Gobert che corse in Australia e in Sud Africa. Addirittura il discusso pilota australiano riuscì a vincere in gara 1 a Phillip Island. Problemi di budget, purtroppo, fecero interrompere l'avventura dopo sole due gare.

Oggi a distanza di più di un decennio si torna a parlare di Bimota in Superbike.

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