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E bravo Iannone (e bravi italiani)

Andrea conquista la pole in Moto2. Sei italiani nei primi dieci

Il vento fa girare vorticosamente le pale dei generatori eolici montati sul tetto dei camion Pramac, e spazza le colline brulle che circondano Motorland. Non danno però fastidio più che tanto ad Andrea Iannone, che porta la propria Speed Up in pole. Appena 41 millesimi tra lui e Scott Redding; una inezia, ma sufficiente a consegnare il primo posto in griglia all'italiano e relegare al secondo il ragazzino del Glostershire. Venti piloti (da Iannone a Luthi) sono compresi in nemmeno un secondo: magari non è un record, ma il dato spiega bene cosa sia la Moto2 di questi tempi.

Se fosse stato possibile fermare il tempo, e congelare il risultato a quello mostrato dal tabellone a sei minuti e diciotto secondi dal termine, sarebbe stata grande Italia: sei piloti dei nostri nelle prime sette posizioni, con De Angelis in vetta e, dopo Redding, Iannone, Corsi, Corti, Pirro e De Rosa. Poi De Rosa è caduto, quasi al calare della bandiera a scacchi. Anche così, però, non va male per i nostri colori: sei nei primi dieci, con le sole intrusioni, a parte Redding, di Simon, Talmacsi e Bradl.

Elias, leader del campionato ed attesissimo dai tifosi locali, è caduto quando mancavano 15 minuti al termine della sessione. Per rientrare in pit, ha percorso una parte del tracciato in senso opposto alla marcia. Luca Boscoscuro, team manager di Speed Up (quindi, Iannone) ha chiesto l'intervento dei commissari per una valutazione del caso (La regola che sancisce il divieto ammette una eccezione, quando ci sia autorizzazione di un commissario).

Rolfo, Pasini e Canepa sono nella seconda parte del tabellone, quindi oltre il ventesimo posto. Coughlan, che ieri e questa mattina aveva fatto cose mirabili, si è dovuto accontentare di un tredicesimo posto, che comunque lo segnala (assieme al nostro Pirro) come il migliore tra i piloti che non frequentano abitualmente la categoria.

 

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