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Bradley Smith, pensando a Tomizawa

Il pilota inglese nella sua "colonna" dimostra di avere, oltreché polso, testa

Bradley Smith ci è sempre parso un gran bravo ragazzo, oltreché un ottimo pilota. Di lui cio che colpisce la stampa straniera è il perfetto inglese, pronunciato in modo chiaro, limpido. Evidentemente questo ragazzo ha ricevuto una ottima educazione, ma ha anche una bella testa, come ha dimostrato scrivendo una magnifica colonna su Crash.net nel quale esprime le sue sensazioni, ed il suo pensiero, sullo scomparso Shoya Tomizawa.

Ci ha conquistato. Non sappiamo se Bradley sarà il prossimo Barry Sheene, ma ci piacerebbe che lo diventasse perché chiunque sappia organizzare in modo così chiaro i propri pensieri, facendo diventare importanti sentimenti che in fondo sono comuni, è un uomo da ascoltare.

Come chiunque altro coinvolto nel Campionato Mondiale MotoGP sono rimasto così scioccato e triste per la morte di Shoya Tomizawa Moto2 nella gara di Misano – scrive Bradley - Era una persona così positiva e frizzante un pilota di classe mondiale che aveva già vinto il suo primo Gran Premio in questa stagione. Ciò che veramente mi ha colpito è stato il fatto che era soltanto un paio di mesi più vecchio di me e avrebbe celebrato il suo ventesimo compleanno in dicembre. E’ così triste per tutti e soprattutto la sua famiglia a casa in Giappone.

Quello che stò ora per dire potrebbe sorprendere alcune persone che non sono coinvolte nella corse, ma penso che sia il modo più giusto di far capire come si sente la maggior parte di noi sulla griglia di partenza. La tragedia della morte di Shoya mi ha fatto capire ancora di più quanto io ami il motociclismo. Bisogna guardare dentro se stessi e si hanno due opzioni. E’ possibile appendere la tuta e vivere un'altra vita, o mettere il casco e schierarsi sulla griglia per il prossimo round in Aragona, fra due settimane.

Non riesco a immaginare la mia vita al momento senza le moto da corsa. Conosco i rischi e sono sempre lì in fondo alla mia testa, ma sto facendo qualcosa che amo e onestamente non posso pensare di fare qualsiasi altra cosa. Inoltre si deve ricordare che la sicurezza in tutti gli aspetti dei Gran Premi è migliorata molto negli ultimi anni. Correre in moto sarà sempre pericoloso, ma si fa di tutto per renderlo il più sicuro possibile.

L'incidente è accaduto durante il mio debriefing e io non lo ho  visto in televisione. Non ci tengo a vederlo e mi terrò i ricordi felici di Shoya.

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