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MotoGP: terza vittoria per Pedrosa.

E' l'annata migliore di Dani. Spies secondo; Rossi quarto

E tre. Non era mai successo che il piccolo Dani Pedrosa cogliesse tre successi in una sola stagione di MotoGP. Questo 2010 è già, insomma, la sua migliore annata. Anche questa volta, come altre, ci è riuscito di slancio, “alla Pedrosa” dominando la prova e rifilando secondi, non decimi, agli avversari.

E' stato, venerdì e sabato, una vigilia delle “prime volte”: la prima pole, in MotoGP, per Ben Spies; la prima volta, dopo tanto tempo, che due americani si sono ritrovati entrambi nelle tre posizioni della prima fila. La prima volta che Hayden si è classificato, in sella ad una Ducati, in prima fila. La prima volta che Valentino si è classificato così male, a far data da Valencia 2008. L'occasione per Lorenzo, classificandosi primo o secondo, di essere il primo, dopo Dohan, di finire nelle prime due posizioni nelle prime undici gare della stagione. Una statistica senz'altro un po' meccanica, artificiosa, ma una nella quale Jorge ha già fatto meglio di Rossi.

Alla fine, business as usual: più conferme che novità. Vittoria a Pedrosa, come ogni tanto gli capita (e di gran forza); Lorenzo contenuto (ha in precedenza già avvisato tutti: “sarò prudente, ma vincerò il titolo”); Spies secondo, a confermare d'essere la grande promessa (comunque, il suo miglior risultato); Dovizioso a sfiorare il podio, ma a mancarlo di un pelo; Rossi (il Rossi di quest'anno) per il quale la vittoria è ancora un oggetto che gravita in una orbita lontana.

Poco prima della partenza, come da copione, pubblico in piedi. S'ode cantare l'inno americano. Un areo ha sorvolato a bassa quota il rettilineo di partenza, e scosso i vetri della pagoda che ospita direzione gara e sala stampa. Peter Lenz, 13 anni, un ragazzino iscritto alla Uspru, campionato propedeutico per giovanissimi, è morto per le conseguenze di un incidente in pista. Ufficialmente, ancora non si sa. Il cielo è lattiginoso; fa un caldo bestia. The show goes on.

Spies, Dovizioso, Hayden sul traguardo al termine del primo giro: un italiano stretto tra due americani.

La prima delusione, per il pubblico, è arrivata per mano di Pedrosa, che ha infilato Hyden già alla seconda tornata. Parte dei piloti hanno scelto gomma morbida al posteriore, parte gomma dura: sono (i duri) Pedrosa, Dovizioso, Spies ed Edwards. Un elemento da tener presente, man mano che i chilometri di gara si sommano.

Caduta al terzo giro di Melandri, che ha festeggiato malissimo l'essere diventato, proprio oggi, il più giovane pilota ad aver raggiunto quota 200 GP nel Motomondiale.

All'ottavo giro, Pedrosa è balzato al comando, infilando Spies che, dopo le prime battute nelle quali ha trovato la fuga, ha rallentato l'azione. Nella stessa azione, è caduto Stoner, che stava tentando l'attacco a Rossi.

Dopo 12 giri, si è fermato Edwards. Altra doccia fredda per la gente sugli spalti. Che sembrava poca, persa come è nell'immensa tribuna costruita per ospitare le folle oceaniche della Nascar e della 500 miglia.

A dieci tornate dalla fine, giù anche Mika Kallio, in una scivolata senza problemi.

Rossi, guadagnando costantemente su Dovizioso, ha passato il forlivese quando mancavano otto giri alla fine.

Nota: Lorenzo non si è classificato né primo, né secondo. Il terzo posto è (incredibile ma vero) il suo peggior risutato dell'anno, ed il record di cui alle prime righe salta.

 

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