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Flammini:"Sorpresi dalla decisione"

Il CEO Infront ricorda la "disponibilità" verso la Ducati e difende il regolamento

Alla fine è arrivata anche la risposta di Infront Motor Sports attraverso le parole di Paolo Flammini, CEO dell'Azienda che organizza e gestisce il Mondiale Superbike.

Dopo aver ricordato come la Casa bolognese sia stata in lotta per la vittoria nel campionato 2009 fino all’ultima gara di Portimao, a dimostrazione della grande competitività del suo modello di punta, la 1198, e a riprova del grande equilibrio del regolamento tecnico in vigore, Paolo Flammini, CEO di Infront ha dichiarato:  “Siamo dispiaciuti ed anche un po’ sorpresi della decisione di Ducati poiché più volte ci è stato richiesto un cambiamento regolamentare per riequilibrare i valori del 2 cilindri 1.200cc nei confronti dei 4 cilindri 1.000cc ma lo scorso anno, senza la presenza del fenomeno Ben Spies, le Ducati 1198 avrebbero dominato il campionato con Haga e Fabrizio, ed è quindi difficile per noi comprendere oggi questa decisione, che ovviamente dobbiamo rispettare".

In altre parole i dati sono abbastanza evidenti: le motivazioni della scelta va ricercata altrove...

D'altronde un promotore si deve preoccupare delle esigenze di tutte le forze in campo e "il FIM Superbike World Championship - ha proseguito Paolo Flammini - oggi conta sulla presenza di ben sei costruttori oltre alla Ducati, con marchi quali Aprilia, BMW, Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha, pertanto deve mantenere un assoluto equilibrio regolamentare, senza privilegiare una o più case in particolare".

Ma queste parole non sono comunque di "chiusura": "Siamo però soddisfatti - ha concluso il manager romano - che Ducati abbia confermato il proprio supporto tecnico ai team privati che saranno impegnati con i loro modelli nel campionato 2011 e che prosegua lo sviluppo, anche per le competizioni SBK, del loro nuovo modello di moto supersportiva”.

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