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MotoGP, un business da 210 mln

Entro due anni si potrà scegliere da casa su quale telecamera guardare la gara

Si è detto e si dice molto sul conto della Dorna Sports, la società spagnola che dal 1998 si occupa di Marketing e Sport Management e che dal 1992 detiene in esclusiva i diritti televisivi del Motomondiale.

180 impiegati tra Barcellona e Madrid, uno a Londra e una quarantina a Tokyo, con circa 50 persone presenti ad ogni evento: questi alcuni dei suoi numeri.  Ma c’è molto di più...

Ne abbiamo parlato con l’economista Enrique Aldama, Chief Operating Officer Managing Director di Dorna, in forze dal 1996 presso l’Azienda spagnola dopo un’esperienza presso la Banca spagnola Banesto.

Andiamo direttamente al sodo: quanto fattura la Dorna Sports?

Il volume di fatturato lo scorso anno è stato di circa 168 milioni di euro e per quest’anno ne prevediamo 210.

Con quale margine di guadagno?

Dal 3 al 5% sul totale del giro d’affari, diciamo da 5 a 8 milioni di euro.

Quante nazioni sono coinvolte in questo business?

Dipende da cosa si considera, per esempio quando facciamo gli eventi del mondiale siamo presenti in 14 Paesi, ma se consideriamo la presenza televisiva, alla fine 207 Nazioni ricevono il segnale TV: quasi tutto il mondo riceve il segnale della MotoGP.

Quanti sono i canali TV che hanno i diritti Dorna per trasmettere le immagini del Motomondiale?

Circa 60, perché oltre ai classici canali nazionali, ci sono diversi canali satellitari che hanno una copertura intercontinentale, come Eurosport o ESPN Star.

Quante persone lavorano nel compound televisivo?

Ci lavorano 150 persone dello staff Dorna (inclusi i tecnici, i cameraman, i giornalisti e gli editori) e 150/200 persone nella produzione, dalle stazioni TV accreditate. Facciamo tutte le produzioni degli eventi MotoGP e inoltre produciamo quello che è chiamato International Program Feed, che è il segnale che inviamo alle televisioni.

Quante telecamere utilizzate per Gran Premio?

Attualmente circa 120 telecamere hanno l’accesso per la diretta: 20 in circuito, 7 con radio frequenza e circa 100 mini telecamere on board. Ma, a parte questo, ci sono 12 ulteriori unità ENG e telecamere dai trasmettitori, in loco. Alla fine contiamo un totale di circa 150 telecamere. Per darti un’idea, da 20 a 22 telecamere seguono quello che succede in circuito e circa 100 tutto attorno: su ogni moto della MotoGP noi montiamo 3 on board camera perché vogliamo che si veda tutto quello che succede in gara. Stiamo lavorando per far sì che tra un paio d’anni il pubblico possa scegliere da casa su quale telecamera seguire la gara.

La Spagna è la nazione più importante? O meglio: com’è posizionata l’Italia a livello di presenza sulla graduatoria di queste nazioni?

Diciamo che Italia e Spagna sono prime a pari merito, dipende dalla stagione.

Dipende anche... da Valentino Rossi?

Dipende da Rossi o da Lorenzo, al momento sono loro che trainano di più!

Quali tagli ha dovuto effettuare la Dorna per affrontare la crisi economica?

Per prima cosa abbiamo ridotto i costi: i nostri costi principali sono i pagamenti ai team, ma questo non abbiamo potuto ridurlo perché anche loro stanno soffrendo la crisi. Per cui abbiamo dovuto considerare di ridurre solo i nostri costi di viaggio negli spostamenti per gli eventi; abbiamo dovuto cambiare quindi il modo di pianificare gli eventi, organizzando gli spostamenti il più possibile a lungo termine e ottenere dalle compagnie aeree e dagli hotel i prezzi migliori. Prima i biglietti erano confermati un mese prima della gara, ora confermiamo tutti i biglietti circa 8 mesi prima.

La vicenda del vulcano islandese vi avrà penalizzato non poco...

Altroché, ci sono fattori che non possiamo prevedere e in quel caso non esistevano linee aeree che garantissero partenze dall’Europa.

Pianificando la logistica, quanti soldi avete risparmiato?

Circa il 15% dei nostri costi di viaggio, che significa circa 2 milioni di euro all’anno di risparmio.

La cancellazione del turno di prove libere del venerdì mattina rientra nel piano di risparmio Dorna?

Quello è stato fatto solo per far risparmiare i team, non Dorna, perché noi il venerdì mattina dobbiamo comunque già essere lì in circuito, dato che iniziamo a trasmettere e produrre il segnale TV. Normalmente un motore dura mediamente 600 km, quindi se sei in grado di ridurre il numero dei chilometri che una moto effettua durante l’intero week end di gara, il motore dura di più.

Quali sono i vostri progetti di espansione per il futuro?

Principalmente rivolgerci a mercati importanti come quello asiatico, India, Corea, Medio Est e Sudamerica: il nostro obiettivo è quello di creare un campionato che sia più “mondiale” possibile e che si possa vedere in ogni posto in cui c’è internet. Sono Paesi dove siamo presenti con le TV ma non con i GP.

E’ in previsione l’ingresso in Borsa da parte di Dorna?

Al momento no ma non è escluso che accada in futuro. Al momento, alla società di private equity Bridgepoint Capital, che detiene il 60% della Dorna,va bene così.

 

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