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MotoGP: ogni corsa è una maratona

Nel Team Ducati ufficiale si fa a gara a chi è più in forma di tutti

I backstage di un motomondiale spesso assumono caratteristiche più interessanti e divertenti - se possibile – delle gare stesse. A volte basta mettersi lì ad osservare, in altre ci capiti dentro, per puro caso.

Metti ad esempio una tappa d'oltre oceano come quella di Laguna Seca: una giornata di volo per arrivarci e nove ore di fuso orario da casa... Arrivi che non sai se sei stravolta o arzilla e così, in un orario dove fuori è buio pesto mentre in Italia è un nuovo giorno, decidi che in ogni caso ti conviene andare a dormire. La tua camera è nello stesso albergo in cui stazionano alcuni Team e il brulichio di casacche tappezzate di sponsor non è indifferente.

Alle tre di notte sei lì con gli occhi spalancati; taglia corto e alzati dal letto: nella hall dell'hotel c'è la linea internet wi-fi, un cordone ombelicale col mondo che hai da poco lasciato. E' proprio ciò che ti serve!

E mentre picchietti sulla tastiera del pc, ecco che si aprono le porte dell'ascensore ed esce a saltelli un ingegnere del Team Ducati ufficiale - braghette, maglietta e auricolari - che sgambetta fino ad uscire dall'albergo per un'ora di jogging. Passano cinque minuti e dalla scala della hall sbuca un meccanico del Team Ducati ufficiale che - pantalone aderente in lycra, ginocchiera, canotta Ducati e i-pod - guadagna l'uscita saltellando. Tempo pochi minuti e fa il suo ingresso nell'hotel la responsabile della logistica del Team Ducati ufficiale: fascia per capelli, felpa rossa, guaina e scarpe Ducati con telaio a traliccio: ha già corso un paio d'ore, quindi chiama l'ascensore correndo sul posto e si tuffa nell'abbraccio delle porte automatiche.

E tu, che sei lì che leggi le mail e che non pratichi sport perché dici di non averne più il tempo, mentre tutto il Team Ducati ufficiale è in giro per Monterey all'alba fra maratone, mountain bike e sessioni di triathlon, vieni assalita dai sensi di colpa, soprattutto per aver pregustato con piglio arrapato le brioches al burro esposte sul buffet della colazione.

Un ragazzo del Team Ducati ufficiale si accomoda accanto a te e accende il computer. Un gesto assolutamente solidale che ti dà conforto. In pochi istanti, però, attorno al suo piccolo monitor si forma un accrocchio di (suoi) colleghi: è di scena, on line, l'ultima superbici mountain bike in carbonio, dal peso complessivo di tre etti e sette. Compresi naturalmente i pedali in titanio e la borraccia in poliuretano espanso. Prezzo: tre mila e duecento dollari. Click... Comprata! Entusiasmo collettivo e strette di mano, quasi un podio. Un vero affare, se pensi che in Italia lo stesso modello costa quattro mila euro e non ha nemmeno il cambio Shimano fotovoltaico e la porta USB!

Attanagliata dal senso di colpa, pensi che tutti questi ragazzi domani dovranno lavorare duro per la gara del mondiale e che avranno una grossa responsabilità nei confronti dei loro piloti.

Incredibili, inesauribili, irriducibili... Ma come fanno, non sono stanchi? E così, spegni il computer e ritorni in camera.

Appena esci dall'ascensore, però, incroci un tecnico del Team Ducati ufficiale che sfreccia per i lunghi corridoi dell'albergo. Pantaloncini, desmomaglietta e scarpe con ammortizzatore di sterzo.

Da quando il supersportivo ex collaudatore Vittoriano Guareschi è diventato manager del Team Ducati ufficiale, tutto il Team è stato contagiato dalla dottrina del fitness, senza esclusione di colpi. Prima e dopo le gare la vita di questi ragazzi è un'olimpiade in cui si parla di maratone, biciclette racing, respirazione aerobica e anaerobica e alimentazione, si prendono i tempi e gli intertempi sul giro (del quartiere) e si confronta il livello muscolare. Una sorta di Ducati Fitness Team.

Mens sana in corpore sano!

 

 

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