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Badovini, la Coppa della rivincita

Il pilota della BMW ha una lunga storia sportiva non sempre fortunata

Era molto contento Ayrton Badovini della vittoria nella FIM Cup Superstock 1000 non soltanto perché si tratta di un titolo prestigioso ma anche perché è stata un'affermazione contro la sfortuna.

Il ventitreenne pilota di Biella - ma ormai residente in Romagna - ha iniziato a gareggiare nelle minimoto, dove ha vinto il titolo italiano della Junior A nel 1996 ed arrivando terzo della Junior C nel 1999 e secondo 2000 alle spalle di Marco Simoncelli. Passato alle ruote alte, nel 2002 comincia a correre con le quattro tempi partecipando al monomarca Ducati 748, dove si mette subito in luce, pur cadendo spesso.

L'anno successivo passa - facendo forse un salto troppo lungo - al Campionato Superstock 1000, dove gareggia dapprima con una Ducati e poi dal 2005 con la MV Agusta. Con la moto bolognese, nel primo anno raccoglie solo sette punti - peraltro ottenuti nelle ultime due gare - migliorandosi nel 2004 (18° con 21 punti). Con la quattro cilindri, invece, fu 12° nel 2005, 4° con 120 punti nel 2006 - quando arriva la prima vittoria a Brno - scendendo al 9° nel 2007, quando vince la gara di Magny Cours.

Nel 2008 sbarca in Superbike gareggiando con la Kawasaki ZX-10R del team Pedercini, che gli consente, oltre che di fare esperienza, anche di andare più volte a punti. Rimane con la Kawasaki anche l'anno successivo passando, però, al team PSG-1 che, purtroppo, si ritira dopo la gara di Valencia lasciandolo a piedi.

Ayrton trova spazio nel team X-One per gareggiare nel Mondiale Endurance su  una Yamaha R1, con il miglior piazzamento in Germania dove raggiunge il 2° posto assoluto nella 8 ore di Oschersleben.

A fine 2009 arriva l'offerta della BMW per correre in Superstock con un progetto a lunga scadenza e Ayrton non se la fa sfuggire: "Nelle fasi iniziali dello sviluppo della moto ci siamo concentrati molto sul telaio e l'elettronica, due fattori chiave nelle corse. - ha detto Badovini, dopo la settima vittoria - Grazie al lavoro svolto insieme al BMW Motorrad Italia STK con il quale si è costituito un legame fortissimo, mi sono potuto concentrare sulla tattica di gara nella quale ho cercato di battere gli avversari anche fuori della pista. Realizzando continuamente pole position e vittorie, riesci ad avere un vantaggio psicologico sugli avversari".

La vittoria nella FIM Cup è una sorta di ricompensa per Ayrton: "In passato ho corso nella Superstock ma ho avuto sempre molte difficoltà per vari motivi. Non mi aspettavo una stagione come questa ma devo dire che mi ripaga delle sfortune patite negli scorsi anni".

Ora Ayrton punta a concludere la stagione imbattutto, pensando anche al 2011, quando potrebbe tornare in Superbike se BMW Motorrad Italia riuscirà a concretizzare il progetto (altrimenti se ne riparlerà per il 2012). Ha ricevuto offerta anche dalla Moto 2 ma rimanendo nel mondiale delle derivate di serie, forse, Badovini potrebbe continuare a raccogliere soddisfazioni come quelle di quest'anno. Per altri progetti, c'è sempre tempo...

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