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News Prodotto, Kenny Roberts di nuovo in sella

L'ex iridato statunitense si aggira per i paddock su una pit bike

Nei folkloristici paddock di Laguna Seca c'è un personaggio che si aggira in sella ad una scoppiettante pit bike gialla.

Il popolo di motociclisti lo addita e lo insegue alla ricerca del suo sguardo matto da fissare attraverso un obiettivo, o di un autografo. E lui, come ogni star che si rispetti, dribbla tutti e si tuffa con la moto in miniatura tra la folla, per poi infilarsi e sparire nei box del Team Fiat Yamaha.

E' Kennenth Leroy Roberts, detto Kenny, sì insomma lui, King Roberts, il Re di Laguna Seca.

Oggi ha quasi sessant'anni, ed è passato mezzo secolo da quando questo bimbo nato a Modesto nell'ultimo giorno dell'anno, si schiantò frantumandosi il ginocchio nell'accendere un motorino del figlio del suo datore di lavoro. Perché lui, King Kenny faceva il cow boy forgiando il suo incredibile talento prima sui cavalli in carne ed ossa e poi sui cavalli a motore.

Entrò nel Motomondiale da pilota ufficiale Yamaha nel 1978 e vinse il campionato quello stesso anno con la 500 nonostante corresse contemporaneamente sulla 250e nella formula 750, come spesso si faceva allora, ma vinse il mondiale della classe regina anche nel 1979 e nell'80.

E' bello vederlo scorrazzare per i paddock, con i figli (Kenny Roberts junior, ex pilota della MotoGP) e i nipotini, su quella moto gialla dall'inconfondibile livrea che non a caso, oggi, si chiama proprio "Laguna Seca"

Ce n'è tanti qui a Laguna di vecchi marpioni della 500, da Schwantz, a Rainey, da Mamola a Crivillé... E in un circuito anni '70 come questo è meglio non farsi prendere dalla nostalgia, l'occhio lucido er noi nostalgici è sempre lì in agguato.

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