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Il Caso Pasini in mano ai legali

Il pilota di Riccione è in cerca di una moto e intanto prova una Suter

Ha sorpreso tutti la notizia del “divorzio” tra Mattia Pasini e il team JirMoto2, all'alba del GP di Catalunya. Come si dice ormai in gergo, il pilota era “rimasto a piedi” e tutti si sono domandati quale fosse la reale motivazione.

Il suo posto l'avrebbe preso il collaudatore giapponese Yusuke Teshima. In gara e anche ai successivi test di Aragon.

Ma, due giorni dopo il GP di Catalunya (e sempre a sorpresa), il riccionese era ad Aragon a provare una Moto2 per i test. Non la sua, quella del venezuelano Robertino Pietri del Team Italtrans.

Infatti Mattia è sbarcato sul nuovo circuito spagnolo, con tanto di papà Luca e sorellina Martina al seguito, per girare insieme al nuovo “compagno a ore” Roberto Rolfo.

Quindi, cosa è successo tra Mattia Pasini e il suo ex Team manager Luca Montiron?

La crepa ha cominciato a formarsi la domenica prima di Jerez quando Mattia si era infortunato ad una spalla sublussandosela con la moto da cross, nel periodo delle spalle fracassate: anche Valentino infatti se l'era rotta la settimana prima, quella, cioè, precedente alla gara fantasma di Motegi, rimandata per le ceneri del Vulcano... Sembra tutto molto contorto ma in realtà è più semplice di quello che sembra: il problema alla spalla lo ha penalizzato e ha acutizzato i dolori, anche nei rapporti con il Team.

Mattia era stato uno fra i primi piloti a contrattualizzare la sua posizione già da novembre, con una lettera di intenti che concordava la partecipazione di Pasini in sella alla TSR del Team Jir Moto2. Tale anticipo era atto in parte per snellire eventuali burocrazie nelle iscrizioni alla IRTA e alla Dorna, e in parte per avere il tempo di effettuare più test possibili, dal momento che si trattava di una categoria nascente.

In realtà – lamenta il pilota – i tempi di messa a punto della moto si sono dilatati, e hanno deluso le aspettative del riccionese che sperava di poter scendere in pista nella pausa invernale quando ancora si poteva fare qualche test a Valencia o addirittura in Giappone, dove il telaio TSR era di casa.

I giochi, invece, sono iniziati solo a Valencia nei primi test ufficiali ma a quel punto – sostengono gli uomini di Pasini – sono cambiati un po' gli accordi e il pilota non ha potuto fare altro che accettare le variazioni imposte da Montiron.

Ma come si è acutizzata questa crepa alla settima gara dall'inizio?

I problemi sono tutti riconducibili ai tempi in pista, la solita vecchia legge del cronometro che ha sempre ragione.

Luca Montiron dichiara che alla fine della giostra quello che ha voce in capitolo è solo risultato, Mattia Pasini invece riconduce i risultati deludenti al ritardo nella messa a punto di una moto con la quale non è stato possibile combattere contro i primi. In più c'è la faccenda della spalla, che è andata ad aggiungesi al montepremi.

A parte la collaborazione, Montiron e Pasini erano anche amici; adesso tra di loro c'è silenzio che lascia il fiato solo ai legali rappresentanti e ai risultati.

Per il momento Mattia ha utilizzato in questi test di Aragon la Suter del Team Italtrans solo per avere un “paragone” con la TSR, ma non si sa ancora se per lui ci sarà un futuro in questo team, che ha comunque ancora in essere i contratti con i propri piloti (Rolfo e Pietri).

Mattia è quindi in cerca d'autore. Andando per esclusione tra i team che sono già a posto, se ci fosse qualcuno che non è soddisfatto del proprio pilota, è pregato di fargli un colpo di gas.

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