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News Prodotto, Aragon: la Moto2 sbarca nel Far West

Il nuovo circuito di Tilke è fuori dal mondo...ma sembra l'Arizona

Il nuovo circuito di Aragón incuriosisce tutti gli addetti ai lavori, abituati a calcare da anni più o meno le stesse scene. A marzo era stato diramato ufficialmente l'annuncio da parte di Dorna che il GP di Aragón avrebbe sostituito quello di Ungheria nel calendario del Motomondiale (sarà la quarta volta in Spagna, quest'anno, il 19 settembre), perché i lavori di ultimazione del Balatongring non sarebbero terminati in tempo.

Ma una volta giunti al futuristico circuito Motorland Aragón “Città dei motori”, ci si chiede come si possa aver pensato ad altre alternative che non fossero questo incredibile comprensorio, per una tappa del mondiale di MotoGP.

Anche se i depliants e il sito web descrivono l'ubicazione di questo complesso come posizione di strategica intersezione fra Barcellona, Valencia, Saragozza e Madrid, in realtà la cittadella di Alcañiz è troppo lontana da tutto: 270 chilometri da Barcellona, 235 da Valencia, 100 da Saragozza e ben oltre 300 da Madrid.

Arrivando da Barcellona, una volta usciti dall'autostrada, si percorrono 80 chilometri, una striscia di asfalto tortuoso e filante che serpeggia solitaria attraverso un paesaggio surreale: colline aride e desertiche si alternano a canyon di roccia secca ed argillosa che galleggiano come fiordi su innumerevoli laghi blu cobalto, in un gioco di contrasti cromatici e naturistici da assaporare preferibilmente dalla sella di una moto! La strada deserta dalla visibilità e grip formidabili invita ad essere percorsa utilizzando le traiettorie come in pista e si lascia perdonare all'istante l'eccessiva quantità di chilometri che portano al paradiso dei motori.

Dopo uno scollinamento, improvvisamente, dal nulla cosmico, appare come in un miraggio la cittadella arabeggiante di Alcañiz aggrappata a fatica su una rocca in cima alla quale troneggia un castello, che è anche un Parador (catena di alberghi spagnoli creati all'interno di antichi edifici).

Questa cittadella è un comune di 13.431 abitanti situato nella Comunità autonoma dell'Aragona ed è famosa per le gare automobilistiche che ospitava dal 1965 sul circuito cittadino che costeggia il fiume Guadalope; oggi Alcañiz appare come un antico sobborgo dismesso e macilento contornato da un lavorio di ruspe che eseguono ristrutturazioni “moderne” in stile  abusivismo anni sessanta: se si attraversa il fiume e ci si inerpica sui vicoli pedonali della “ciudad” collegati uno all'altro da un labirinto di scalinate e si guardano le facciate delle case, oltre le finestre si vede il vuoto, perché quasi tutti gli antichi palazzi sono stati sventrati per lasciare spazio ai cantieri cinti dai soli muri perimetrali. Il paese è semi deserto e appare come una scenografia teatrale, con pochi negozi che aprono dopo le 17 di sera. Prima di quell'ora: si fa la siesta.

A circa 5 chilometri ad ovest dal centro, nel pieno della riserva naturale di Estanca, si costeggia un lago e si arriva a Motorland: così c'è scritto sulle indicazioni.

Motorland è la prova che Herman Tilke (non ce ne voglia l'architetto tedesco che ha sempre disegnato circuiti adatti solo alla Formula 1) ha finalmente imparato a disegnare circuiti belli anche per le moto... Dopo lo splendido tracciato di Portimao per il quale in molti avevano malignato che “si fosse sbagliato”, l'architetto conferma invece di aver capito come si fa: un lungo rettilineo, curvoni veloci, dislivelli, saliscendi ciechi da “pelo”, proporzione delle curve (9 a sinistra e 8 a destra), grip e sicurezza per un totale di 5,077 chilometri in senso antiorario di alto godimento!

I piloti che oggi stanno girando hanno espresso il loro entusiasmo all'unanimità.

Ma Motorland non è solo velocità ma anche cross, supermotard, kart, autorally e un edificio a forma di gigantesco aereo (che dà il logo al comprensorio) disegnato dallo Studio Foster + Partners, che costituisce un'ampia area socio culturale, con tanto di sala 3D per video e simulatori, ristoranti, spazio giochi per i bimbi, area relax e quant'altro.

“Abbiamo pensato – dichiara Herman Tilke, l'architetto che lo ha disegnato insieme al pilota di F1 Pedro de La Rosa – ad un tracciato polivalente che andasse bene per le auto e per le moto e a un luogo dove le famiglie possano trascorrere le giornate divertendosi ed imparando”.

Un posto davvero difficile da descrivere a chi non c'è ancora stato, è una via di mezzo tra la classica cattedrale nel deserto in stile Dubai ma collocato in uno scenario che assomiglia all'Arizona, con l'indole a stelle e strisce di un circuito Nascar.

Il calendario degli eventi è già fitto fitto: oltre ai test di 125 e Moto2 di oggi e domani, Motorland Aragón il prossimo fine settimana ospiterà anche una tappa del Cev, il Campionato di Velocità Spagnolo.

In tanti si chiedono come sia possibile che la MotoGp non provi mentre le due categorie “inferiori” hanno il circuito a disposizione per due giorni...

Una risposta logica forse non esiste, oltre a quella scontata della crisi internazionale, però è già stato stabilito che le tre classi proveranno su questo tracciato anche il venerdì 17 settembre di mattina (in vista del GP domenica 19), con turni da 45 minuti, in proiezione del ripristino delle quattro sessioni di prova a partire dal prossimo anno.

Mentre l'Italia sonnecchia, gli spagnoli creano campionati e strutture. Non lamentiamoci se poi noi italiani scompariamo dalle scene, nonostante il talento dei nostri alfieri.

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