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McCoy:"voglio correre in MotoGP"

L'australiano, dopo il fallimento con FB, sta prendendo contatti in MotoGP

Un test a Valencia a marzo con la FB1 motorizzata Oral Engeneering: è tutta qui, ad oggi, l'attività agonistica del campione australiano Garry McCoy di quest'anno. Un solo test, agognato e sudato per questioni di “forma” dei regolamenti, e per giunta su una moto spogliata da frizione ed elettronica.

La rottura tra l'ex pilota del motomondiale (che proveniva dal mondiale  Supersport nel quale era riuscito, l'anno prima, a condurre a podio la sua Triumph) e il Team ha tardato ad arrivare, perché il 38enne McCoy è riuscito a svincolarsi dal progetto FB solo tre mesi dopo, il 4 giugno. Il comunicato ufficiale è stato diramato ai media due giorni dopo, in quel venerdì 6 giugno nel quale Valentino Rossi si è infortunato al Mugello.

E' per quello che forse tutti hanno cominciato a pensare che potessi fare qualche gara sulla moto di Valentino – racconta Garry, che incontriamo all'hospitality Fiat Yamaha con la moglie Gemma e la sua manager – perché gli appassionati hanno fatto uno più uno e hanno collegato questi due eventi”.

Ha gli occhi buoni ma velati da quella tristezza che accomuna tutti i piloti costretti ai domiciliari per cause di forza maggiore.

“Vorrei guidare una moto – aggiunge – semplice, no? Sono qui al GP di Cataunya per prendere contatti con un po' di persone e soprattutto per conoscere Masao Furusawa: quando arrivai in MotoGP lui se n'era andato via da un anno”.

Jorge Lorenzo, finita la conferenza, è andato a salutarlo. I due sono rimasti a chiacchierare per poco, perché Jorge oramai ha poco tempo per tutti ma il campione di Palma di Maiorca ha fatto in tempo a dire:Quello che Garry McCoy ha fatto nella sua carriera è incredibile”.

Cosa si saranno detti i due?

“Veramente volevo chiedergli come va con il suo compagno di squadra. Non Valentino, parlo di Wataru Yoshikawa: tutti mi chiedono se farò anch'io una gara sull'M1 e più me lo chiedono e più mi fa male, mi sarebbe piaciuto molto.

Lui corre con il numero 8, che è il numero di gara che avevo io l'ultima volta che ho corso in MotoGP in Kawasaki. Era il 2003”.

Garry McCoy, il re della derapata; i suoi incredibili video delle gare con la gomma posteriore costantemente fumante e di traverso vengono caricati e ricaricati su Youtube tutte le settimane dai fans e cancellati sistematicamente dalla Dorna, che detiene i diritti delle immagini. Che effetto gli fa vedere tanti piloti cadere e farsi male per una gomma che se non entra in temperatura non perdona?

Non dev'essere bello per un pilota correre costantemente con questa spada di Damocle della gomma che deve entrare in temperatura. Io le Bridgestone non le conosco ma credo che abbiano creato degli pneumatici talmente performanti che per entrare in temperatura devono subire degli stress fortissimi, e bastano un paio di secondi per raffreddarli. Dovranno trovare quanto prima una soluzione, quale? E' difficile da dirsi”.

Ma veniamo al sodo: va bene conoscere Furusawa, va bene che Gemma è spagnola e la loro casa è vicino al circuito di Catalunya, ma Garry, cosa ci fa qui?

“Stiamo lavorando su un progetto in MotoGp – ammette la sua manager Stéphanie Steinbrecht Aleix – ma non posso parlartene ancora, ti saprò dire qualcosa tra quindici giorni. Quello che invece ci tengo a dire è che oggi è apparso un articolo firmato da Gianfranco Terzoli, che parla di una ripresa del Team FB e di un probabile ritorno di Garry. Niente di tutto ciò: per noi FB non esiste e Garry ha altri progetti. Smentisci per favore quanto prima”.

Agli ordini, capo!

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