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News Prodotto, Lorenzo: "primo campione virtuale"

Piloti spagnoli: 14 su 19 parlano catalano. Qui è, per tutti, "casa"

“Sono il primo campione del mondo virtuale della storia del motociclismo”, ha sostenuto Lorenzo considerando che, nonostante si sia corso appena un terzo di stagione, tutti i  media lo  danno già campione 2010. Forse ci crede anche lui, o forse no; fatto sta, che per diventarlo ha varato un programma prudente, nel quale persino qui, davanti al suo pubblico, davanti alla 'famiglia catalana', “vincere è importante, ma più importante ancora è arrivare in fondo”.

La gara che si corre a Montmelò è davvero un Gran Premio formato famiglia: in Catalunya ed a Valencia, come in nessun'altra parte del mondo, si corre davvero tra amici e parenti. Orgoglio e timore si mescolano a bordo pista e fin dentro i box.

Il Motomondiale, in assenza di Rossi, è in gran parte ispanico-dipendente. E la Spagna è a sua volta debitrice, per i suoi campioni, a tre aree: Catalogna (Pedrosa, Espargarò, Elias, Pons, Rabat, Olive, Marquez), Comunità Valenciana (Barbera, Gadea, Terol, Debon, Martinez, Faubel), isola di Maiorca (Lorenzo). Ed in tutte e tre si parla un idioma molto simile, figlio della stessa lingua, e diversa dal castigliano, che è invece la parlata nazionale spagnola. E che marfa una particolare individualità delle tre zone rispetto al Paese tutto.

A Barcellona si sostiene che alla base di tutti e tre gli idiomi ci sia la parlata catalana; a Valencia, si dice invece che il fondamento sia per tutte il valenciano. Ma, la si metta come la si metta, nei due GP di Catalunya e Comunità Valenciana  il novanta per cento di  piloti spagnoli si sentono, se non proprio a casa, almeno in un ambito in cui ne respirano l'aria.

Il caso più eclatante è quello che riguarda la famiglia Espargaro. Aleix (MotoGP) e Pol (125) sono di Leyda, a pochi chilometri dal circuito. Quando uno corre, l'altro sta nei paraggi del box del primo. “E nostra mamma, mentre uno è in gara telefona sempre all'altro” racconta Alexis. Per essere informata, e perché avere due figli che, diciotto domeniche l'anno, rischiano a turno la pelle, non deve essere il massimo, per favorire una vita tranquilla. Domenica, niente cellulare: tutti assieme, a portata di voce.

Alexis Espargarò è stato uno dei tre spagnoli presenti alla tradizionale conferenza stampa che, il giovedì, precede ogni GP. Gli altri due, ovviamente, Pedrosa e Lorenzo. Ed entrambi, come il compagno, hanno sottolineato che qui sanno di correre un GP tutto speciale.

Anche Pedrosa parla di regolarità ad altissimo livello, affermando che ciò che manca alla sua stagione sono solo punti persi malamente.

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