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News Prodotto, Rossi, ma sa che il rosso le dona?

La prima foto a Barcellona. A mezzo busto per nascondere le stampelle

Carina. E magari anche vera, in un prossimo futuro: chi lo sa? Fluttuava in internet; l'ha inviata ai colleghi di Motociclismo.es un lettore, che s'è dato da fare con i magici programmi di foto ritocco. Un artista, se non fosse per quel capellino messo di sbieco che un perfezionista come Vale non indosserebbe mai, così. Interpreta quella che è l'impressione della stragrande maggioranza degli addetti ai lavori: ossia, che i giochi siano ormai fatti. Qualcuno, addirittura, ci conta: i colleghi dell'autorevole MCN, (MotorCycleNews) si sono sbilanciati al punto di affermare che l'annuncio di Valentino uomo Ducati verrà diramato già qui in Catalunya… prendendo in contropiede gli stessi uomini della Ducati.

In assenza di comunicazioni ufficiali, ci si arrangia. Come gli aruspici, si lanciano in aria pietruzze, e si osserva come ricadono nel cerchio di fuoco. Si interpretano i fondi del caffè (non in Inghilterra e Olanda, se poi il caffè lo si deve anche bere: conviene scrutare la schiuma della birra).

Si osservano i meccanici della Rossa, alla ricerca di occhiate che suggeriscano come qualcuno inizi a considerare quel box come non fosse più suo. Perché il biondo – si vocifera – nel caso porterebbe con se un manipolo di fedelissimi. Che non lo abbandonerebbero mai, nonostante, per tradizione, il personale tecnico sia legato più alla Casa che al pilota. Jeremy Burgess ha avuto però modo di affermare, in tempi non sospetti, che Rossi è una fede. E che la fede non si abiura. Peraltro dimostrandolo già, quando è stato il caso.

Se così fosse, probabilmente, nel box della Rossa si starebbero agitando gli stessi pensieri che vorticano in Yamaha, con la possibilità che i tecnici di Stoner se già lo sapessero, meditino una mossa alla Burgess: il motociclismo del nuovo millennio non è più uno sport individuale, ma collettivo: come in un film di fantascienza in bianco e nero, unità intelligenti portatrici di talento, esperienza e conoscenza si muovono in sincronia come un sol uomo. Come un unico organismo multicellulare.

Dai, sbrighiamoci: così torniamo a parlare di Gran Premi.

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