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Uncini, il custode della sicurezza

AUDIO/VIDEO "Rossi è insostituibile nella Safety Commission"

Sicurezza dei circuiti, sicurezza delle gomme, sicurezza nell'abbigliamento, elettronica studiata anche per la sicurezza dei piloti...

Quando si parla di moto il sostantivo “sicurezza” trova collocazione in ogni suo aspetto, specie nel Motomondiale. E Assen è il luogo giusto per fare un po' il punto della situazione con Franco Uncini, Campione del Mondo classe 500 nel 1982 e vittima di un incidente gravissimo nell'anno successivo proprio qui, in una curva che oggi – tagliata fuori dal tracciato attuale – porta ai parcheggi del circuito.

Siamo tornati su quella curva con Franco (nella foto), che ci ha raccontato di quel terribile giorno in cui Garndner lo centrò involontariamente durante il Gran Premio mandandolo in coma. La moglie Cinzia, giovanissima, guardava la gara da casa in tv con la loro primogenita di solo un anno in braccio, e quando vide uno dei marshal incrociare le braccia per bloccare la gara, pensò che la vita di Franco fosse terminata lì. Sede stradale stretta, niente cordoli, niente via di fuga, eppure Assen, all'epoca, era comunque uno fra i circuiti più sicuri.

“E' un circuito, questo – ci racconta Franco Uncini – che mi offre dei bei ricordi, perché qui ho vinto anche una delle gare del Campionato Mondiale. Ero una frana nelle partenze a spinta ma qui ero partito bene”.

Ti ricordi cosa accadde?

“Subito dopo la partenza, nella successione di esse, ho subito il classico highside nel quale non mi ero fatto niente; scappai sul lato pista di sinistra per sfuggire ai piloti che mi seguivano. Ho sentito due moto passare alle mie spalle, erano Kenny Roberts, Randy Mamola e Raymond Roche. In quel momento Wayne Gardner ha scelto la traiettoria ideale, cioè quella a sinistra per immettersi nella successiva curva a destra, solo che lì c'ero io. Mi ha centrato in pieno dove c'erano gli attacchi della cinghia del casco e il casco è volato via, mi sono fratturato naso, mento e costole, due vertebre e sono finito in coma”.

E' vero che Gardner aveva fatto il voto che avrebbe smesso di correre se tu non ti fossi ripreso dal coma?

(ride) "Diciamo che sarà stato bugiardo, sicuramente!"

Che effetto fa tornare su questa curva?

"Tranne oggi che mi hai invitato a venirci, le altre volte mi giro sempre dall'altra parte!"

Parlando di sicurezza: la Safety Commission è priva di Valentino Rossi da tre gare. C'è qualcuno che lo sostituisce?

"Valentino è insostituibile, la saferty commission è composta anche da altri piloti  (Casey Stoner,Loris Capirossi, Marco Melandri) insieme a Carmelo Ezpeleta, Mario Alonso, Paul Butler e Claude Dennis, con loro ci troviamo e decidiamo sulle operazioni di miglioramento dei circuiti".

Marco si è “infilato ad honorem”...

"Sì, Marco è bene accetto, ha iniziato a venire lì in riunione tempo fa e c'è restato: è bravo a dare le indicazioni e sono molto contento di averlo fra noi.

Certo che Valentino ci manca!”.

Parlate anche di gomme Bridgestone?

"In Safety Commission non è ancora uscita alcuna polemica. Gli argomenti li abbiamo trattati l'anno scorso in previsione di quello che è stato scelto quest'anno. Attendiamo di sentire anche da Valentino qual è stata la vera causa del suo incidente e dove dobbiamo agire".

Valentino andrà alla Ducati?

E' una domanda alla quale pochi sanno dare una risposta. Da italiano saremmo contenti che che Valentino andasse in Ducati.

Che percentuale di probabilità dai?

"Per adesso sono solo voci, non abbiamo nessuna conferma. Di speranze ce ne sono tante ma lui sta bene anche lì in Yamaha con la quale ha fatto una bella scommessa di lasciare la Honda per andare lì”.

Non pensi che Valentino in Ducati sarebbe un colpaccio per il Motomondale?

"Per gli italiani sarebbe bello, ma soprattutto per lui sarebbe una sfida in più”.

Ecco, via Youtube, per ricordarlo, il pauroso incidente di Uncini ad Assen nel 1983

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