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News Prodotto, Capirossi in fuga dalla Suzuki

L'imolese si è offerto a Gresini, Cecchinello, Pramac...e Yamaha!

Un Capirossi così non lo vedevamo da tempo. Demotivato, scarico. Dopo prove incolori un warm up incredibile: ultimo, tenendo conto che peggio di lui ha fatto solo Aoyama che è caduto.

Ormai l'imolese è in fuga dalla Suzuki, a restare non ci pensa nemmeno, ma il problema non è questo bensì dove andare.

Carlo Pernat, il suo manager, sta provando a piazzarlo dappertutto: ha parlato con Fausto Gresini, che con Loris ha iniziato nel 1990; poi è passato a Lucio Cecchinello, cercando di convincerlo, magari, a fare una squadra di due piloti, cosa che starebbe bene anche alla Dorna. L'ultima speranza, però, Carletto la ripone in paolo Campinoti: un ritorno in Ducati, seppure non ne team ufficiale.

In pratica l'opzione che gli presentò Livio Suppo tre anni fa quando fu ingaggiato Marco Melandri.

"Il problema - confessa il manager genovese - è che Loris dovrà scordarsi gli ingaggi attuali. Però è più importante avere una buona moto. Superbike? No, Capirossi non vuole".

E' un errore, perché in SBK Capirex potrebbe far bene.

"Gli ci vorrebbe qualche gara per prendere le misure, ma poi sarebbe da podio", riconosce il suo vecchio rivale Max Biaggi, attualmente in testa con l'Aprilia nel mondiale delle derivate di serie.

Il romano, qualche mese fa aveva detto: "Loris rimane in MotoGP per la pensione, se volesse continuare a vincere verrebbe di qua".

Capirossi fece spallucce alla punzecchiatina del Corsaro, ma ora pare averne compreso il senso. A che pro stare in pista per fare l'ultimo, lui, un tre volte iridato?

La domanda iniziale, comunque, rimane: dove andare a parare?

L'ultima idea di Carletto è stata quella di offrire Capirossi al team Monster Yamaha del suo amico Hervé Poncharal. Tre gare quest'anno per sostituire Colin Edwards quando e se guiderà la M1 numero 46 (ma ieri Colin ha smentito N.d.R.), e poi un bel contratto a tempo pieno nel 2011.

Assurdo? Mica tanto. Sarebbe una bella idea, invece, e di alternative non se ne vedono molte in giro.

Ed il contratto con Suzuki? Silenzio. Certo, rompere i contratti si può sempre, ma costa, e Loris storicamente non è mai stato uno che non ha badato all'aspetto economico delle cose.

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