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Fotografi da GP: tutti i segreti

Tanti vogliono diventare fotoreporter della MotoGP e Superbike. Ecco la loro vita


Si svegliano alla mattina presto e spesso, nei cinque minuti successivi, non si ricordano più il luogo in cui si trovano. Una vita nomade fatta di fatica fisica e organizzativa, di continui imprevisti (un esempio: la recente nube vulcanica che ha paralizzato i voli aerei di tutto il mondo), tanti sacrifici ma un minimo comune denominatore: la passione per le gare.

Sono i fotografi della MotoGP. Che tutti noi appassionati amiamo, perché è grazie a loro se arrivano in casa nostra attraverso i giornali e i siti web le immagini dei nostri campioni. Che tutti noi invidiamo, perché loro sono le persone in assoluto più vicine ai piloti.


Come si diventa fotografo del Motomondiale? L’abbiamo chiesto a Mirco Lazzari , uno fra migliori. La sua esperienza spazia fra F1, Motomondiale e SBK.

“Nel mio caso, a metà tra la casualità e la fortuna: nel 1985, a 24 anni, ho avuto l’opportunità di andare a lavorare nell’archivio fotografico di Autosprint. Ho iniziato tardissimo ma il contatto quotidiano con i fotografi di prestigio è stato formativo e sono stati proprio loro ad esortarmi a continuare e a crederci”.

 

Come si fa, partendo da zero, a comperare le costosissime apparecchiature fotografiche necessarie?

"Il corredo fotografico l’ho messo insieme pezzo per pezzo con non pochi sacrifici. Inizialmente quasi tutte le apparecchiature che acquistavo erano usate, tranne il corpo macchina che ho sempre comprato nuovo".


Si dice che a voi fotografi di alto livello le apparecchiature le regalino...

"Nessuno regala niente, le acquistiamo anche noi; io ho la fortuna di essere un NPS (Nikon Professional Service): testiamo le apparecchiature Nikon dell’ultima generazione per eventi importanti di sport e non solo e ci offrono agevolazioni fondamentali per il lavoro che svolgiamo, come ad esempio riparare al volo il materiale rotto, o pubblicare le foto di alcuni di noi sul sito della Nikon, una vetrina importantissima".

Come è nato il tuo stile “sbagliato”?

"Nei 15 anni successivi ho lavorato al fianco di Angelo Orsi (fotografo F1) e, poco alla volta, il mio stile si è evoluto in una identità professionale totalmente diversa dalla sua: iperfermo, completamente congelato, luce giusta e tutto perfettamente a fuoco, mentre io ho trovato il mio carattere attraverso uno stile “sbagliato”, mosso e sfuocato".

Come si distingue un’immagine  volutamente “sbagliata” da una sbagliata... per sbaglio?

"C’è una linea sottile che separa la foto vibrata dalla foto mossa: quella eseguita correttamente trasmette emozioni. Ma per trasmettere emozioni attraverso foto sfuocate è necessario prima di tutto saperle fare a fuoco e ferme. Questo è anche il fattore più complicato da capire quando si procede alla selezione".


Attualmente con chi collabori principalmente?

"Ho lavorato tanti anni per Grazia Neri. Ora per Getty Images prima di tutto, ma anche per Marca ed altre riviste, italiane ed estere".

 


E hai vinto decine di premi

"Ho vinto un Premio Fuji, uno della FIM (Federazione Internazionale di Motociclismo), due Premi Confartigianato per la F1, il premio Bandini e qualcos’altro..."

 

Sono in tanti coloro che si lanciano sulla fotografia e che provano ad essere fotografi del Motomondiale, ma non è come dirlo.

Abbiamo raccolto alcuni dati che comprendono 18 Gran Premi e 3 test invernali, così che di questa splendida professione abbiate un'idea più precisa...


Corredo di un fotografo per ogni gara:

3 macchine fotografiche (2+1 di riserva)

1 cavalletto monopiede

6 obiettivi (14-24mm, 24-70mm, 50mm,70-200mm,300mm, 600mm)

20 schede memoria da 8 GB

2 Hard disk autoalimentati da 500 di cui 1 di backup a gara (ogni anno 4 hard disk da 1 Terabyte)

2 flash

4 batterie

1 computer (tutti i fotografi usano Mac)


In cifre

Revisione otturatori: 1 all'anno

Scatti fotografici: 10.000 a gara 200.000 all'anno

Aerei: 74

Miglia in aereo: 186.300 (circa 300.000 km)

Trasferte auto: 4

Auto a noleggio: 19

Chilometri in scooter in circuito: 60 a gara, 1.260 all'anno

Sostituzioni valige rotte: 2

Tessere telefoniche estere: 4

Telefoni a noleggio: 1 (GP del Giappone)

Letti cambiati: 25 (escluse notti in aereo o di piacere...)

Ore di lavoro in circuito: 48 ore a gara, 870 ore all'anno


Totale: 40.000 euro circa (operando in economia) esclusa l'attrezzatura.


Ora non vi resta che farvi quattro conti. Ma soprattutto imparate il mestiere, perché fotografi della MotoGP non ci s'improvvisa!

 

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