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Stoner, e chi se no? Lorenzo su Rossi

Libere: Casey abbatte gli avversari con tre tornate strepitose. Capirex cade

Come volevasi dimostrare: nella prima sessione di prove libere Casey Stoner, emiro del Qatar (tre vittorie negli ultimi tre anni) ha messo tutti in fila martellando la concorrenza dal primo all'ultimo istante. Alle sue spalle, ma con mezzo secondo di distacco, si è piazzato Lorenzo: nonostante un ruzzolone capitatogli proprio negli ultimi istanti, lo spagnolo ha regolato di un niente (due millesimi!) il compagno di colori, Valentino Rossi. Buona prestazione di Dovizioso. Per la posizione, se non proprio per il tempo ottenuto: è quarto, miglior pilota Honda; paga però dal primo un distacco importante: quasi un secondo e due decimi. E dire che è risultato proprio lui, il romagnolo di Forlì, il pilota accreditato della velocità massima. Ecco la tabella per i primi:

Dovizioso (Honda) 319,1 km/ora
Kallio (Ducati) 318,6
Barbera (Ducati) 318,2
Stoner (Ducati) 317,7
Pedrosa (317,3)

E' la riprova che la velocità massima non si sposa necessariamente al giro più veloce: Stoner è addirittura appena terzo tra i piloti della propria marca. Bene Hayden, ed il suo piazzarsi quinto racconta di una Ducati che conferma come il gap tra l'inarrivabile Casey ed i compagni sia più contenuto che in passato.

La progressione di Stoner, comunque, è risultata veramente impressionante. Come al solito, tempone messo a segno nei primissimi giri: dopo 12 minuti appena dall'apertura della pit lane, l'australiano ha fermato i cronometri su 1'55”895. Dopo 27 minuti, ha ribadito il concetto e, con 1'55”895, ha cacciato Rossi, che cercava di tallonarlo, alla rispettabile distanza di quasi un secondo. Poi, si è fermato, per responsabilità di un manicotto dell'acqua che ha iniziato a perdere.

I meccanici hanno preparato per lui la moto due. In sua assenza, ci ha pensato la coppia della Yamaha a mantenere vivace la sessione. Per quanto, senza mai riuscire nemmeno a lasciar intravvedere la possibilità di pareggiare i conti con il pilota Ducati. Decimo su decimo, Rossi gli ha rosicchiato terreno fino a portarsi a sei decimi; però, mentre lui teneva d'occhio chi gli stava davanti, da dietro è rinvenuto come una furia Lorenzo. Lo spagnolo ha sopravanzato l'italiano, e tra i due si è innescata una contesa che è parsa doversi risolvere al solito modo: Lorenzo caduto nel tentativo di migliorarsi, lasciando sospettare, ancora una volta, che nei momenti cruciali abbia o un filino di sfortuna, o un pelo di nervoso. E Valentino in grado di migliorarsi proprio all'ultimo. Però, a differenza di altre occasioni, l'italiano non ha saputo approfittarne. Per un nonnulla: alla fine della fiera, tra lui ed il compagno la miseria di due millesimi di secondo. Niente, e troppo, contemporaneamente.

Tra i promossi, Spies, sesto; Bautista, sorprendente settimo. Capirossi, suo compagno dicolori, ha aperto con una scivolata il trecentesimo weekend in MotoGP; Simoncelli fatica ancora. Melandri pare tornato quello che gareggiava su Ducati: penultimo. Ohibò.

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