Rossi: Sappiamo cosa fare per la GP12
Friday, 03 February 2012 10:55
Al termine di 3 giorni di test a Sepang, il distacco di Valentino Rossi dalla prima posizione è pressoché invariato rispetto a quello accumulato sulla problematica GP11 un anno fa. Tuttavia, rispetto alla scorsa stagione, il linguaggio del corpo e le dichiarazioni del ‘Dottore’ e del team Ducati alludono a maggior fiducia.
Confrontando i tempi dei primi test di quest’anno con quelli del 2011, spicca innanzitutto una diversa distribuzione dei distacchi. Quest’anno Casey Stoner ha dato oltre mezzo secondo alla concorrenza, mentre l’anno scorso i primi sei piloti erano racchiusi in 3 decimi. “Le Honda e Yamaha ufficiali sono ancora più veloci di noi, ma siamo solo a 6 decimi da Lorenzo, che è secondo – ha dichiarato – Soprattutto, siamo riusciti a mantenere quel distacco invariato nell’arco dei 3 giorni, il che è un miracolo rispetto all’anno scorso”.
Nel 2011, Rossi chiuse i test in decima posizione, mentre quest’anno è stato quinto. Il distacco rimane importante, ma non incolmabile in ottica di gara. “Rimane un problema in particolare, l’accelerazione. Faccio fatica a controllare la moto. Se riusciamo a risolverlo, possiamo abbassare il tempo di parecchi decimi. La prima parte della curva l’abbiamo migliorata tanto, adesso ci manca il resto”.
Altra chiave di lettura per l’ottimismo a Borgo Panigale, l’aver fatto registrare questo distacco con una moto costruita a tempo di record e assemblata 2 settimane prima dei test. “Sicuramente è un buon punto di partenza – ha detto – Abbiamo una base sulla quale lavorare. La moto ha risposto bene alle modifiche, abbiamo già risolto alcuni problemi ma ne rimangono altri. Soprattutto per quanto riguarda l’accelerazione. Dovremo lavorare su elettronica, motore, e anche un po’ sul telaio”.
Il vero potenziale della GP12 rimane ancora un’incognita. Lo testimoniano il fatto che Rossi abbia compiuto 129 tornate in 3 giorni, staccando nettamente il resto dei piloti ufficiali, che vanno dai 109 giri di Pedrosa ai 50 di Stoner.
Rispetto ai fallimenti del 2011, sarà importante per la Ducati dare un corso preciso allo sviluppo per evitare di andare in confusione. “La cosa positiva è che sappiamo cosa ci manca. Abbiamo le idee chiare su cosa fare per i prossimi test. Poi magari ci vuole un po' di tempo, ma intanto riesco a guidare di più come sono capace, e con l’altra moto non avevo mai questa sensazione”.
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