MotoGP: Italia, scommessa CRT
Mercoledì 22 Febbraio 2012 15:14
L'avvento delle CRT è uno dei temi più controversi del motomondiale. Queste moto ibride tra derivate di serie e prototipi sono solo agli albori della propria esistenza, e se la pista ha per ora dato segnali abbastanza negativi (solo le ART sembrano in grado di non sfigurare al cospetto dei prototipi), cambiamenti nello scenario politico e regolamentare della MotoGP potrebbero portare le CRT alla ribalta in futuro.
Nella nuova categoria, l'Italia schiera tre moto e altrettanti piloti, più di qualsiasi altro paese. Mattia Pasini, Danilo Petrucci, e Michele Pirro hanno accettato per diversi motivi una scommessa che, se vinta, potrebbe pagare dei dividendi negli anni a venire.
"Le CRT sono una splendida opportunità offerta dal regolamento per far si che nascano dei 'garagisti' – ha detto Giampiero Sacchi, che schiera la Ioda-Aprilia di Danilo Petrucci, in pista a Jerez in questi giorni – Sarebbe un'illusione affrontare questa categoria con la convinzione che le squadre private potranno fare paura alle case costruttrici. Però si può ricreare una situazione simile alla Formula 1 odierna, dove alcune squadre servono come un buon serbatoio per formare piloti. Comunque le CRT non andranno mai più piano di adesso. In Qatar dovremo attaccare bene gli adesivi, perché saremo sverniciati sul rettilineo. Ci sono ampi margini di miglioramento, ma non abbastanza per stare tra i primi".
L'evoluzione della diatriba tra Dorna e costruttori, imperniata sull'abbassamento dei costi e l'aumento dello spettacolo, potrebbe tradursi in ulteriori cambi nel regolamento a favore delle CRT. Ad esempio, l'ipotesi di una centralina unica, che tanto ha fatto storcere il naso alle case, darebbe grandi benefici alla nuova categoria, che ad oggi paga un dazio significativo a livello di elettronica.
"Il gap tecnologico in termini di elettronica dà un vantaggio inimmaginabile alle case costruttrici – ha detto Sacchi – La reale differenza, ad oggi, sta nell'utilizzo della potenza. I cavalli in più si utilizzano magari per il 10% del giro, mentre il controllo trazione per l'85%. Avere una centralina unica darebbe una grossa mano alle CRT".
"Credo che le CRT siano il futuro della MotoGP – ha aggiunto Regalino Iannone, padre del pilota Andrea e manager della squadra CRT Speedmaster, oggi in pista a Jerez con Mattia Pasini – La Dorna sta studiando modi per ridurre i costi di un campionato divenuto inavvicinabile a livello di budget, e credo che in futuro ci saranno sempre più moto di questo genere. Se poi, come sembra, il regolamento prevedesse una centralina unica per tutti in MotoGP dal 2013, le prestazioni delle CRT si avvicinerebbero molto a quelle delle moto ufficiali".
Molte CRT sono però in netto ritardo nello sviluppo, come la Honda-FTR del team Gresini, affidata a Michele Pirro. La moto verrà assemblata domani e provata per la prima volta ad Aragon dall'8 al 10 marzo. "Sono l'unico che ancora non gira in pista, quindi sono un po' preoccupato – ha detto Pirro – Tra gli italiani in CRT, rischio di essere quello che ci rimette di più, ma ho fiducia nella squadra e in Fausto Gresini. Prima del Qatar farò solo 5 giorni di prove. Spero che FTR stia facendo buon lavoro per partire con una buona base e senza grossi problemi all'esordio in pista. Se cominciassimo come le altre FTR, saremmo rovinati".
Le CRT sono una scommessa fatta da pochi tra i piloti già nei ranghi della MotoGP. Per ora, solo Colin Edwards e Randy De Puniet sono passati alla nuova categoria. Tra gli esordienti italiani, solo Pirro ha collezionato dei podi lo scorso anno in Moto2. Petrucci viene dalla Superstock 1000 e Pasini, nonostante 10 vittorie nel motomondiale, manca sul podio da due anni.
"Mattia ha buonissime possibilità per fare bene – ha detto Iannone – Forse si era perso un po' perché aveva avuto gestioni non ideali al suo rendimento, ma ha dimostrato un ottimo approccio e, se continuerà con attenzione ad adattare il proprio stile di guida, soprattutto in termini di elettronica, sono sicuro che ci potrà dare delle soddisfazioni".
In attesa di vedere tutte le CRT in pista insieme ai prototipi nei test IRTA di Jerez dal 23 al 25 marzo, la scommessa dei nostri piloti andrà comunque valutata a lungo termine, non solo quest'anno.



