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MotoGP, Biaggi: l'ART-Aprilia? E' un Luna Park

Monday, 12 May 2014 18:26 by Luca Semprini - MotoGP

Biaggi: l'ART-Aprilia? E' un Luna Park - GPOne.comScoccano le sei, la pista è ufficialmente chiusa, il vento che ha soffiato sui cordoli per tutta la giornata comincia a farsi più freddo. Max Biaggi scende dalla Aprilia ART, toglie casco e guanti, e comincia un dettagliato briefing con i meccanici. Una scena familiare, dopo oltre vent'anni di corse. Oggi però era solo un test. Forse…

"È passato un anno dall'ultima volta che sono sceso in pista, le capacità originali sono ancora lì, ma la possibilità di fare una gara vera quasi la escluderei", dice il Corsaro.

Resta quel "quasi", pronunciato a denti stretti, come sottovoce. È l'istinto del pilota, il richiamo della competizione, che per quanto spinto nei recessi della mente, non ne vuole sapere di tacere fino in fondo.

"L'abitudine a essere pilota c'è, ma ho saputo smettere. È già finita bene, mi sono ritirato dopo aver vinto il titolo per mezzo punto in una stagione problematica".

Questo, di per sé, non esclude ripensamenti. La domanda per eccellenza rimane sempre "perché"? Perché allenarsi seriamente, perché mettersi ancora alla prova, se si tratta solo di un gioco?

"Questo è il più bel Luna Park al mondo, mi è stata data una possibilità divertente per misurarmi ancora, non necessariamente con il cronometro", spiega il sei volte iridato. "L'ho presa senza grandi aspettative. All'inizio ci ho messo un po' a riprendere il ritmo. Questa moto è diversa dalla RSV4, ha i freni in carbonio ed anche le gomme sono diverse. Devi ritrovare le sensazioni, rifare l'occhio. Oggi ho chiesto solo piccoli cambiamenti, senza stravolgimenti, il tempo si può abbassare ancora parecchio".

Biaggi ha fatto 41 giri in totale, quasi tutti nel pomeriggio, con un miglior tempo ufficioso di 1'53 basso. Considerata la lunga inattività, un riferimento più che dignitoso. Limare gli ultimi secondi, tuttavia, è sempre la parte più difficile.

"L'allenamento migliore è passare del tempo in pista, questo è uno sport molto fisico. Per tornare in forma da gara ci vorrebbero, ipoteticamente, due test veri. Ma soprattutto la volontà, la disponibilità e l'entusiasmo di tutte le persone coinvolte, famiglia compresa. Sarebbe una scommessa. Una volta avevo meno interessi, era diverso. Mi sono evoluto, cambiato, da sportivo direi in peggio (ride)".

Se però si tratta solo di un test giocoso, a che pro dare così tante indicazioni. Ancora una volta, perché? "Mi piace fare le cose come si deve. Sono metodico, abituato a dare indicazioni".

Con il progetto MotoGP di Aprilia che stenta a decollare nella versione attuale, le indicazioni, anche se di pilota in pensione, ma esperto della filosofia di Noale, potrebbero fare comodo. Fare solo il collaudatore, però, potrebbe andare stretto a chi era abituato a stappare lo champagne sul podio, spesso dal gradino più alto.

"Questo test, più che un regalo, è stata una richiesta. Da parte di entrambi. Sembra quasi ci sia il timore che io corra. Se divento troppo competitivo, potrebbe diventare un problema per qualcuno…"

Insomma, Biaggi dice tutto e niente. La vera risposta sta nel suo animo, ed è così ben nascosta che forse nemmeno lui la conosce ancora in tutte le sue sfaccettature. L'unica certezza è che domani è un altro giorno, ed il Corsaro tornerà in pista.





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