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Monday, 20 May 2013


La 20.000 pieghe di GPone

Sunday, 15 July 2012 16:42 by Flavio Atzori

Come abbiamo scritto qui, si è conclusa da poco la 20000 pieghe edizione 2012. Un vero e proprio successo per una manifestazione giunta alla sua quarta edizione. Siamo stati invitati dagli organizzatori a partecipare a questa "quattro-giorni" tra le montagne dell'Abruzzo, e mai ci saremmo aspettati di affrontare un'esperienza del genere. La nostra 20000 pieghe è stata un concentrato di emozioni, tra riprese, camere on board e paesaggi incantevoli a bordo di una Yamaha Diversion e di una Honda NC700S.


DAY 1: DA VALLELUNGA A ROCCA DI MEZZO - Sono le ore 9 del mattino di giovedi 30 Giugno a Campagnano di Roma. Arriviamo all'interno dell'area Hospitality dell'autodromo di Vallelunga per sbrigare le nostre pratiche e le formalità dell'occasione. Saremo dei partecipanti "sui generis", avendo a disposizione ogni giorno la cartina con l'intero percorso da compiere per poter effettuare anche qualche foto e ripresa. Già, perchè ad ogni concorrente veniva consegnato ad ogni check-point, un tratto prestabilito del viaggio, con il punto seguente da raggiungere, e spettava a lui poi avventurarsi - cartina alla mano - lungo il tragitto. Alle ore 11.00 ci attende la prima prova speciale: "L'uomo più veloce del mondo" ovvero riuscire a percorrere i 100 metri in sella alla nostra due ruote in 9 secondi e 58 centesimi, record mondiale detenuto da Usain Bolt. Vince chi si avvicina di più a tale crono. Arriviamo alla linea di partenza con la nostra XJ6 Diversion e scattiamo al segnale. Sforniamo un decente 10''33, un buon riferimento se non fosse che Andrea Angiolini - vincitore di questa edizione 2012 - in sella alla sua Vespa PX150, sforna un quasi perfetto 9'59. Alle 12.00 è il momento di entrare in pista per due giri in parata lungo il circuito di Vallelunga. La sensazione, per noi indomiti pistaioli, è piuttosto strana e divertente. Percorrere la Cimini o la Semaforo passeggiando offre sensazioni curiose: a determinate andature è quasi più evidente l'inclinazione della prima, o l'andamento a discesa della seconda.

Sono le ore 13.00 ed è il momento di partire verso Rocca di Mezzo. La prima parte del percorso, tra Palombara Sabina e Tivoli, risulta piuttosto tranquilla, ma quando ci ritroviamo ad affrontare alcuni passi montani attraverso Vicovaro, Licenza, Orvino, cominciamo a saggiare le doti della nostra Yamaha. Sui Colli di Montebove, affrontiamo circa 10 km di curve da raccordare che ci fanno apprezzare la bontà della ciclistica della Diversion, che compensano un pochino la mancanza di motore del mezzo. Arriviamo al ristorante "Il Boscaiolo" dove - oltre a cambiarci la nostra maglietta, oramai zuppa di sudore - ci rinfreschiamo con un pò di arrosticini e anguria. Sono oramai le 17.30 del pomeriggio, e decidiamo di riprendere la nostra marcia, continuando il nostro percorso fatto di lunghi tornanti e paesaggi verdi e montuosi, dirigendoci verso Tagliacozzo, Magliano dei Marsi e Ovindoli fino al Grand Hotel delle Rocche, nel comune di Rocca di Mezzo. Sono le 20.00 e, complice il sole, il lungo viaggio, e la fatica, ci dirigiamo a letto subito dopo la cena. Ci attendono altri tre giorni ancora più duri!


DAY 2: TAPPA "ATTENTI AL LUPO"...E ALLE INDICAZIONI - Il secondo giorno comincia molto presto. Sono le 7.30 e già ci apprestiamo a salire in sella. Cartina sul serbatoio, telecamerine sistemate e zaino preparato. Anche per oggi avremo a disposizione la Yamaha XJ6 Diversion. La tappa è abbastanza lunga: 300 e passa chilometri, passando per Rigopiano, sfiornado L'Aquila e arrivando in serata a Rocca di Cambio.

Abituati ai giorni nostri al navigatore anche per spostarci di 2 chilometri, trovarsi con la fida vecchia cartina può risultare bello quanto duro. Fu così che, mossi da fin troppa sicurezza, durante la mattinata ci ritroviamo sperduti in un punto opposto al nostro primo check-point. In altre parole: abbiamo completamente sbagliato strada. Ci vediamo costretti a fermarci e chiedere delucidazioni agli abitanti di questo sperduto paesino montano.

Ecco, lo spirito d'avventura è uno di quei motivi per cui la 20000 pieghe ha così successo. Torniamo indietro e ci avventuriamo in una strada decisamente dissestata che passa dentro un bosco, contornati  da alberi alti quanto un palazzo di cinque piani e da vertiginosi strapiombi. La mancanza di guard-rail ci intima il massimo della prudenza: cadere e finire in qualche strapiombo non sembra un'idea molto furba. Arriviamo alfine - con un ritardo di un'ora abbondante - al check-point di Rigopiano. Ci rifocilliamo e ripartiamo alla volta di Rocca di Cambio. Il sole è alto nel cielo, le temperature, a dispetto dell'altitudine, superano i 30 gradi. Con non poca fatica attraversiamo i paesi di Assergi e Paganica, affrontando tratti con curve e tornanti mozzafiato, ma anche strade molto dissestate, tanto da doverci mettere in piedi sulla sella, quasi portassimo una endurona. Il paesaggio nel pomeriggio si fa più roccioso e secco. Siamo circondati da montagne, rocce e da panorami quasi lunari. La nostra Diversion si mostra ideale per questo tipo di viaggio: è vero, pecca un pochino di cavalleria, ma l'assetto morbido, la posizione in sella e delle pedane, fanno si che, anche se stanchi e provati da una giornata, polsi, gambe e braccia non ne risentano. Ci troviamo ad affrontare numerosi tornanti secchi, con un raggio molto stretto: siamo costretti a "far scorrere" la moto ritardando il punto di corda, considerando la mancanza di cavalleria cronica. Arriviamo alle 19.40 a Rocca di Cambio. La Pro Loco locale ci fa trovare un banchetto con il più classico panino con la porchetta. L'aria si fa più frizzante: decidiamo di tornare in albergo, anche perchè la terza tappa sarà la più dura con ben 421 km da affrontare!


DAY 3: IN CIMA ALLA MAIELLA - Memori del caldo asfissiante del giorno precedente, affrontiamo questa terza tappa - la più dura - con un pò di titubanze. Fortunatamente la morsa del caldo ci dà un pò di tregua nell'affrontare il Passo Del Diavolo. A nostra disposizione non più la Yamaha Le Gole del SagittarioDiversion, ma una Honda NC700S. La moto ha un buona coppia ma poco allungo, oltre a consumi veramente parchi: una moto ideale per affrontare le curve ed i tornati stretti che ci attendono. Arriviamo nella bellissima cornice delle Gole del Sagittario, un tratto assolutamente meraviglioso e consigliato per chi vuole affrontare curve mozzafiato e godersi anche un panorama unico.

La strada è un insieme di curve da raccordare in seconda-terza marcia, senza frenate decise, ma con tanta percorrenza. Guidare in questo tratto è una vera goduria: ci si concentra sulla traiettoria da seguire facendo scorrere la moto, senza dover arrivare a fare tornanti strettissimi che un pochino castrano i punti di forza di questa Honda. Arriviamo al Lago di Scanno per il nostro check-point e, dopo una sosta per pranzo, ripartiamo intorno alle 14.00, per puntare dritti ai 2142 metri del BlockHaus sulla Maiella. Ci ritroviamo da soli a percorrere una serie di tornanti in questa valle desolata: la salita ed il tratto di costone si fanno sentire,  sopratutto per il motore della nostra NC700S, tanto da dover affrontare dei tornanti in prima marcia, sfruttando al massimo la coppia della moto. Il paesaggio è qualcosa di unico: assolato, immenso ed in grado di offrirti quel senso di libertà che solo i viaggi in moto sanno offrire. Dopo il controllo orario, affrontiamo la salita che porta alla cima del BlockHaus: tornanti medio-veloci da affrontare in terza piena che regalano tanto piacere di guida. Dopo essersi goduti la vista dalla cima della montagna è tempo di tornare a Rocca di Mezzo: sono le 20.40, è tempo di fermarsi per affrontare l'ultima tappa del giorno dopo.


DAY 4: LE ULTIME PIEGHE - L'ultima tappa è di pochi chilometri, con L'Aquila sulla destra e Campofelice come obiettivo finale. Il paesaggio è ampio, quasi desertico, dove finalmente le moto potevano correre lungo infiniti tratti d’asfalto rettilineo, contornati da imponenti picchi rocciosi. Certo, la velocità pura non è la punta di diamante della nostra NC700S, ma il poter affrontare con serenità e tranquillità questi percorsi, lasciandoci liberi di osservare il paesaggio che ci circonda, è stato un buon modo per concludere la nostra esperienza.


Si chiude cosi, con tanta stanchezza, due moto provate, paesaggi stupendi e curve ancor più belle la nostra 20000 pieghe. Dopo il pranzo finale e la cerimonia di premiazione, la nostra NC700S ci ha riportato - esausti - a casa. Un'esperienza questa, per noi pistaioli incalliti, decisamente formativa dal punto di vista umano e motociclistico. Correre in pista con il gas aperto e la vena chiusa (ma con il cervello acceso) è sempre bello, ma ogni tanto, farsi qualche chilometro ad andature più blande, osservando il panorama, offre quel senso di libertà che solo la moto può regalare.

 


Durante la 20000 pieghe abbiamo utilizzato i seguenti capi d'abbigliamento tecnico Dainese e caschi AGV:

RACING PELLE UOMO

Aggressività, look sportivo si fondono in questo giubbotto in pelle bovina. Dotato di spalle coiniettate con inserti in alluminio e protezioni composite, Racing Pelle è integrabile con il paraschiena di tipo G. Comfort; ergonomia e funzionalità sono garantiti dagli inserti elastici su collo, maniche e fianchi e dalla cerniera aggancio giubbino-pantalone. Prese d’aria su fianchi e petto consentono infine una gestione della temperatura interna ottimale.

 


D1 KEVLAR

Pantaloni con tessuto denim con filato di Kevlar ® (fibra dimarca) con 6 tasche esterne; Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97, rinforzi interni con maglina in fibra

 

 


DYNO PRO

Derivato dall’esperienza sui campi di gara e studiato per offrire agli utenti più esigenti un livello

tecnico elevato per gli spostamenti a breve raggio. Dotato di slider removibile e inserti su tallone e fianco in acciaio, questo stivaletto in Lorica® presenta inserti in nylon e TPU e altre soluzioni tecniche come la fascia di ritensione sul collo del piede, e la suola racing antiscivolo con inserto interno in EVA sul tallone

 


AGV GP TECH

Calotta: SSL (Super-Super-Light) Fibra di vetro-Kevlar-Carbonio

Sistema di ventilazione: IVS (Integrated Ventilation System) con canalizzazioni ricavate direttamente nella calotta

Tessuto: Cool Max® con trattamento igienizzante

Interni: Completamente removibili e lavabili (incluso paranuca)

Visiera: Visiera Race-X piana chiara in policarbonato antigraffio e antiappannante predisposta per tear-off

Meccanismo Visiera: XQRS (Extra Quick Release System)

Taglie: XXS, XS, S, M, L, XL, XXL, XXXL

 








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