Ad Aragon Lorenzo è strepitoso, Pedrosa una sorpresa, Rossi quasi timido e Marquez…imbarazzante

,Si diceva che dopo il Gran Premio di Aragon le idee sarebbero state più chiare per la vittoria del titolo di campione del mondo. Una cosa è ormai certa, il titolo è affare di famiglia fra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo e il campione uscente Marc Marquez si è ormai definitivamente auto eliminato con la quinta caduta stagionale, roba da principianti.

Si stenta a credere al folle comportamento dello spagnolo che già al secondo giro guidava all’impazzata prendendo rischi incredibili con gli pneumatici non andati ancora in temperatura. Non so cosa stia succedendo al ragazzino ma la sensazione è che abbia perso la percezione del limite oltre il quale si possa andare senza cadere e penso che sia anche fortunato perché nonostante tutte le cadute non si è procurato neppure un graffio.

Marc deve fare attenzione anche alla prossima stagione, ormai deve pensare solamente a questo, perché la casa costruttrice di pneumatici francese Michelin prenderà il posto della giapponese Bridgestone e gli addetti ai lavori sanno che la casa transalpina è inferiore alla casa giapponese per quanto riguarda la gomma anteriore in termini di sicurezza. Una cosa che potrebbe creare problemi allo spagnolo famoso per la sua guida scomposta.

Insomma un futuro ancora tutto da decifrare. Una gara questa di Aragon che ci ha mostrato un Dani Pedrosa che non conoscevamo, combattivo e fortissimo nel corpo a corpo cosa che mai ci aveva fatto intuire durante la sua carriera e che sicuramente non gli ha permesso di vincere un titolo nella classe regina. Domenica scorsa invece abbiamo visto un duello semplicemente favoloso durante gli ultimi due giri del Gran Premio.
,
Un duello pulito senza nessun tocco di carena da parte dello spagnolo e di Valentino, roba da fare un video e farlo vedere in tutto il mondo per promuovere, se ce ne fosse bisogno, il mondo dei GP. Onore al merito allo spagnolo ma quello di Aragon non era il Rossi che tutti noi conosciamo, la sua Yamaha non era competitiva con la Honda perché questa volta il nove volte campione del mondo non è riuscito a metterla a posto e forse un poco di stanchezza psicologica e fisica non lo sta facendo rendere come al solito.

Sembra un Valentino Rossi timido, quasi ragioniere, incapace di battere un Pedrosa, si competitivo, ma notevolmente inferiore alle sue qualità. Diciamo a favore di Valentino che i circuiti indigesti per le sue caratteristiche sono finiti con questo di Aragon e Giappone, Malesia ed Australia sono sempre stati il cavallo di battaglia del Dottore di Tavullia.

Tanto di cappello a Jorge Lorenzo che in questo momento è irraggiungibile con le sue partenze incredibili che nessuno al mondo oggi riesce a contrastare e con un equilibrio mentale che sembra avere raggiunto il top e lo fa definire il pilota più completo del mondo. Concludiamo con un Andrea Iannone stoico che pur con una spalla lussata è riuscito a portare la sua Ducati al quarto posto a soli 5 secondi dalla coppia Valentino-Pedrosa e fa ben sperare per un podio in questa stagione. Comunque di questo Gran Premio rimarranno impressi i 12 sorpassi fra Valentino e Pedrosa negli ultimi due giri, equamente divisi, roba da palati sopraffini.

A Misano, in un Gran Premio caotico i piloti non hanno obbedito ai box: Lorenzo ha perso punti, la Ducati una possibile vittoria e Rossi, nonostante l’errore ci ha guadagnato

,Quello di Misano è stato uno dei Gran Premi più allucinanti degli ultimi decenni del motomondiale. Sembrava di essere alla giostra dei saraceni dove tra un piovasco ed un pallido sole la confusione regnava sovrana e sembrava che nessuno sapesse più cosa fare con il cambio gomme. Pareva che si corresse con la moviola.

Ci si aspettava il duello Valentino Rossi contro Jorge Lorenzo con la consueta intrusione di Marc Marquez a caccia di vittorie liberatorie e così è sembrato potesse andare durante i primi giri, ma poi Giove Pluvio ha incominciato a far cadere una pioggerellina che non ti faceva capire come impostare le curve con le gomme da asciutto e da lì è incominciato il festival delle segnalazioni dai box.

Tanto per farci capire la regola non scritta parla molto chiaro, il team ha l’esatta percezione di quanto sta succedendo in pista a partire dai distacchi con gli altri piloti e soprattutto vede dai monitor come girano in situazioni simili. Senza dimenticarsi che durante i Gran Premi di moto non è permessa la telemetria attraverso la quale, come accade in Formula uno, il team ottiene informazioni precise ed il box parla continuamente con i piloti e suggerisce immediatamente la strategia da adottare durante la gara.

,Oggi è successo di tutto e di più con l’incredibile sensazione che i piloti non seguissero per niente le varie segnalazioni dalla lavagna sul muretto e decidessero loro stessi cosa fare.
Jorge Lorenzo ha ignorato completamente la lavagna che gli segnalava il rientro nel box da ormai tre giri e dopo era troppo tardi per giocarsi il Gran Premio, poi quando ha smesso di piovere ha aspettato ancora troppi giri per cambiare gli pneumatici cadendo come un principiante e di conseguenza perdendo altri punti preziosi nei confronti di Valentino Rossi per la lotta del titolo mondiale.

Anche lo stesso nove volte campione del mondo non ha seguito le indicazioni del box che gli segnalava di rientrare ormai da quattro giri ed alla fine, soprattutto per questo ritardo, non è andato oltre la quinta posizione a più di trenta secondi di distacco dal vincitore Marc Marquez.

E vogliamo parlare dei piloti Ducati a cui il muretto segnalava ormai da tre giri il rientro per il cambio gomme? Il ritardo con cui lo hanno fatto ha pregiudicato probabilmente la vittoria nel Gran Premio di casa.
Tutto ciò ha dell’incredibile perché il pilota deve assolutamente avere fiducia di quanto gli viene segnalato e se alla fine ciò non fosse corretto come tempistica al termine del Gran Premio avrebbe le giuste ragioni per lamentarsi dell’errore. In caso contrario però è il box a dover dare dell’asino al pilota per non aver seguito le indicazioni e le colpe diventano tutte sue.

,Stiamo parlando di un Gran Premio dove un pilota come Scott Redding è caduto sul bagnato, ha perso un minuto per rialzare la moto e ripartire e si è classificato al terzo posto. Non è stata una gara di alto livello.
Alla fine dei giochi però il vincitore morale di Misano è egualmente Valentino Rossi che a cinque corse dalla fine del mondiale ha incrementato il suo vantaggio su Jorge Lorenzo a 23 punti mettendo una seria ipoteca sul titolo. Ma quanto si deve mangiare le mani Marc Marquez che con la caduta di Silverstone si era giocato le residue possibilità di fare l’impresa nonostante i quattro zeri?

Ci avviciniamo alla resa dei conti ma state sicuri che Lorenzo non mollerà un centimetro ed il mondiale sarà ancora avvincente,e Marc Marquez sarà l’ago della bilancia.

Petrucci, simpatica canaglia, il ‘bomber’ Rossi e gli errori terribili di Marquez

petrux_rossi_dovi_1Se a Valentino qualcuno avesse detto che avrebbe dovuto ringraziare Danilo Petrucci per avere messo dietro Jorge Lorenzo e di conseguenza regalargli punti preziosi per la classifica mondiale probabilmente gli avrebbe riso in faccia ma non si tratta di barzellette ma di pura e bellissima realtà.

Il Gran Premio di Silverstone ci ha regalato emozioni incredibili con tre italiani sul podio ma soprattutto ha incominciato a dare verdetti che per qualcuno sono ormai definitivi. Questo qualcuno ha il nome di Marc Marquez che a Silverstone ha definitivamente dato l’addio al titolo di campione del mondo, a meno di cataclismi epocali, perché settantanove punti da recuperare a Valentino Rossi in sei Gran Premi sono una cosa neppure da chiamare miracolo. E purtroppo per Marc occorre anche dire che in Inghilterra ha commesso il suo ennesimo errore di questa stagione aprendo troppo presto il gas quando non avrebbe dovuto ed il suo sogno dell’impresa da conquistare è finito nel torrente d’acqua della pista inglese.
Ci sarà anche una dose di sfortuna ma quando totalizzi quattro zeri in dodici Gran Premi qualche domanda te la devi pur fare ed incominciare a darti una regolata nel modo di guidare.

Poi che dire di Jorge Lorenzo dato da tutti quanti gli addetti al settore il pilota più accreditato per il titolo visto lo stato di forma sia sportiva che mondiale tanto che sembrava la sua controfigura nel set di un film?
Diciamola tutta, una ragione esiste e riguarda il casco da gara che indossa, casco di costruzione cinese che tecnicamente ti pone sempre dei problemi soprattutto in caso di pioggia.

Pensate, che lo spagnolo due stagioni fa ha abbandonato il suo costruttore italiano Nolan, tecnicamente all’avanguardia, per la marca cinese che gli ha dato il doppio, 1 milione di euro, di quello che prendeva precedentemente.

Il problema è che un pilota di questo calibro dovrebbe sempre scegliere la tecnica e non il vile denaro soprattutto quando si tratta di cose vitali per la competizione e anche oggi, dopo il problema in Qatar, la visiera del suo casco si è appannata e non gli ha permesso di correre nelle giuste condizioni.
Poi cosa dire di Valentino Rossi, ormai gli aggettivi sono finiti. Dopo un week-end di prove sofferte e non molto ottimistiche per la gara ha pregato tutta la notte Giove Pluvio che gli ha dato una bella mano rendendolo competitivo sul bagnato.

Molti diranno che Vale è fortunato e che spesso gli dei sono con lui, ma la verità è che quando ad un fuoriclasse dai una palla goal lui la mette regolarmente nella rete, ed è quello che succede sempre con il nove volte campione del mondo. Poi questo Danilo Petrucci che sul bagnato sembra un missile è stata una sorpresa bellissima e ci regala una nuova scommessa per il futuro.

Danilo ha quasi 25 anni e non ha fatto una grande carriera non avendo a disposizione moto competitive. Comunque nasce con la Ducati, aiutato dal team Italia, partecipando al campionato stock 800 nel 2011 e vincendo il mondiale del stock 1000 nell’anno successivo sempre con la casa di Borgo Panigale sviluppando con successo quel tipo di motocicletta. Poi Giampiero Sacchi, ternano doc, lo ha voluto nel mondiale della MotoGP con una Aprila francamente poco competitiva ed i risultati purtroppo non sono arrivati.

Comunque le sue potenzialità si erano viste soprattutto sul bagnato dove la capacità di guida è superiore al mezzo che guidi e la Pramac lo ha ingaggiato per il campionato in corso. Il talento c’è tutto ora aspettiamo la maturazione ma l’arco italiano ha un’altra freccia per il futuro prossimo. Ed è pure simpatico.

La fortuna di Rossi a Brno e gli errori della Honda tengono aperto il campionato

marquez-nakamotoSi ricomincia da capo, Valentino Rossi e Jorge Lorenzo a pari punti nella classifica generale a 7 Gran Premi dalla fine. Una chicca per gli amanti delle due ruote considerando anche che Marc Marquez è a 52 punti dalla vetta e non si può assolutamente considerare fuori gioco per il titolo di campione del mondo.

E’ stata una giornata storta per Valentino che lo deve fare riflettere moltissimo anche perché non aveva neppure la scusa di essere partito in brutta posizione essendo terzo sulla griglia di partenza. Diciamola tutta: oggi il none volte campione del mondo ha preso una brutta paga arrivando a 10 secondi da Lorenzo ed a 6 da Marquez, un distacco che fa pensare a molte cose negative soprattutto sul divario fra i tre in questo momento.

Inoltre bisogna anche considerare che Valentino, pur in questa situazione, è stato anche fortunato perché Dani Pedrosa ha corso con una brutta contusione al piede del cambio e Andrea Iannone ha avuto un problema al motore sin dal primo giro che gli faceva perdere più di 7 km/h di velocità rispetto ai giorni delle prove.
Tutto ciò ha permesso a Vale di salvare almeno il podio perché in caso contrario avrebbe potuto arrivare anche in quinta posizione.

Probabilmente la gara peggiore di questa stagione ed occorre arrivare a Silverstone fra quindici giorni con un approccio differente a questo di Brno. Onestamente oggi non si possono fare pronostici per il finale di campionato ed i prossimi tre gran premi saranno importanti per capire chi sta meglio dei tre pretendenti al titolo.

Dopo il Gran Premio di Aragon si tireranno le somme e si vedrà il reale valore  e soprattutto la differenza numerica quando mancheranno 4 gran premi alla fine del campionato. Oggi evidentemente si può dire che Jorge Lorenzo sia il più determinato di tutti quanti e quando la sua testa è posto effettivamente è il pilota più completo di tutti e sarà molto difficile riuscire a batterlo.

Probabilmente ci si aspettava di più da Marc Marquez che ha cercato in tutti modi di contrastare la splendida cavalcata di Lorenzo ma alla fine ha dovuto e voluto accontentarsi del secondo posto prendendo a Valentino altri quattro punti per la classifica generale. Comunque in casa Honda devono fare il mea culpa perché hanno fatto il grosso errore di sopravalutare la moto 2015 ed a metà stagione sono dovuti ritornare al telaio 2014 ricominciando ad essere competitivi ma ormai è probabilmente troppo tardi ed il fenomeno Marquez ne ha patito le conseguenze con una serie di cadute dovute alle carenze della parte ciclistica della sua moto.

Errore che la Honda ha spesso fatto nel passato ritenendo la sua moto superiore ad ogni pilota ed il classico esempio fu quando lasciarono andare Valentino alla Yamaha nel 2004 e non vinsero il mondiale per 5 stagioni lasciando tutto in mano della casa dei tre diapason. Alla fine parliamo sempre dei piloti e dei loro errori ma se le case motociclistiche guardassero un po’ le loro strategie forse qualche mondiale avrebbe preso una strada diversa.

Il ‘dito’ di Marquez fra Rossi e Lorenzo

,Era più che prevedibile la doppietta Honda al Sachsenring con un Marc Marquez assatanato dopo le numerose cadute e un ritrovato Dani Pedrosa ormai pronto dopo l’intervento chirurgico degli scorsi mesi. La Yamaha  ha sempre patito questo tracciato che assomiglia più ad un kartodromo  che ad un circuito motociclistico, ma comunque Valentino Rossi è riuscito a portarla sul podio davanti a Jorge Lorenzo che da due Gran Premi non sembra più lo stesso delle quattro vittorie consecutive.

La Ducati da parte sua sembra aver perso lo smalto iniziale patendo un po’ troppo sui circuiti con molte curve, anche se Andrea Iannone la ha portata al quinto posto, il massimo che potesse fare.
Il Sachsenring è il giro di boa del motomondiale e le posizioni in gioco sembrano ormai ben delineate: la Yamaha  non ha fatto un errore tecnico che sia uno ed è diventata super competitiva con l’introduzione del “seamless”.

Tutto questo, in aggiunta al telaio sempre competitivo, ha fatto si che la Yamaha risultasse la moto più bilanciata del lotto ed i risultati di conseguenza sono stati all’altezza delle aspettative . L’errore più grosso lo ha compiuto la Honda che ha sbagliato completamente la parte ciclistica con nuovo telaio che rendeva la moto quasi inguidabile. Il ritorno al telaio 2014 da due Gran Premi ha in parte cambiato positivamente l’assetto della moto ed i risultati incominciano ad essere migliori anche se ormai sembra troppo tardi. La Ducati ci aveva fatto sognare nei primi sei Gran Premi ma in seguito sui circuiti a lei meno favorevoli ha mostrato le pecche della scorsa stagione. Non bisogna però dimenticare che si tratta di una moto completamente nuova che ha bisogno ancora di tempo per essere competitiva in tutti i circuiti del mondiale.

L’esordio della Suzuki è stato buono, ma la casa di Hamamatsu però paga la storica mancanza di cavalli nonostante abbia il telaio più maneggevole del loto e purtroppo si tratta di un handicap difficilmente colmabile.
Questa prima parte del mondiale ha mostrato un Valentino Rossi stratosferico che vuole a tutti costi arrivare alla conquista del suo decimo titolo mondiale.

I presupposti ci sono tutti ed al momento sembra che l’unico che lo possa contrastare sia il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo che però paga parecchio dal punto di vista psicologico rispetto al Dottore di Tavullia.
Sembra ormai tagliato fuori dal gioco lo spagnolo Marc Marquez. Dei meno 65 punti in classifica rispetto a Valentino deve fare il suo mea culpa perché i suoi tre zeri nel punteggio generale sono frutto di errori dovuti al fatto di non sapersi mai accontentare nei momenti difficili.

Pensare al mondiale per lo spagnolo è come avere un biglietto della lotteria in tasca e sperare che esca il tuo numero. Nella vita tutto può succedere. Sono anche convinto che nella seconda parte del mondiale ritroveremo la Ducati a battagliare per i podi sia perché i circuiti saranno molto più adatti alla moto di Borgo Panigale sia perché sono in arrivo importanti aggiornamenti tecnici. Insomma il divertimento non mancherà.

Marquez, fai errori da debuttante, stai prendendo troppi rischi

Valentino Rossi e Jorge Lorenzo festeggiano con Lin Jarvis dopo la doppietta nel GP di Barcellona

Valentino Rossi e Jorge Lorenzo festeggiano con Lin Jarvis dopo la doppietta nel GP di Barcellona

Se dovessi dare un titolo al Gran Premio di Barcellona lo chiamerei “ il crollo dell’impero” e si tratta dell’impero Marc Marquez e di quello del colosso giapponese della Honda.
Il campionato mondiale della MotoGP è finito in largo anticipo per il pilota spagnolo e francamente il suo tipo di guida “scellerato “ sta diventando un vero pericolo per i suoi avversari.

Al Montmelò ha rischiato seriamente di far cadere Jorge Lorenzo con un lungo che poteva fare danni irreparabili al suo connazionale e credo che a questo punto la direzione gara dovrebbe prendere provvedimenti disciplinari verso il campione del mondo perchè ad essere troppo protetti si lascia mano libera alla guida pericolosa.

Ricordo la scorsa stagione quando in Malesia lo spagnolo fece un errore madornale durante le prove e finì addosso ad Andrea Iannone colpendolo ad un braccio al punto che l’italiano non potè correre la domenica.

In quel frangente la Dorna non fece vedere nessuna immagine e sparirono tutte le foto dell’incidente e la direzione gara non gli diede neppure un punto di penalizzazione. Ritengo che tutto ciò, oltre alla guida aggressiva dello spagnolo, lo abbia portato a ritenersi invincibile e libero di correre nel modo che più gli confaceva e purtroppo oggi si vedono i risultati.

Naturalmente siamo di fronte ad un fenomeno e nessuno gli leva nulla per le emozioni che ha saputo darci però tutto ciò lo ha portato ad un punto di non ritorno e questo sarebbe un male per il motociclismo data la caratura del personaggio.

Oggi Marc è in una crisi nera, assomiglia più ad un debuttante che compie errori su errori dilapidando il capitale sino ad oggi conquistato con merito. Che differenza con il veterano Valentino Rossi che a Barcellona ha fatto sudare le proverbiali sette camicie ad un Lorenzo che più forte di così non può andare. Lo spagnolo ha tenuto un ritmo gara incredibile e soprattutto gli ultimi due giri vedeva con la coda dell’occhio il suo rivale avvicinarsi nonostante lui fosse al limite della guida.

Dopo l’arrivo Jorge è crollato sul manubrio della sua Yamaha ringraziando Dio che non ci fossero stati ancora due giri perché non so come sarebbe finita.
Un Valentino stratosferico che a 36 anni suonati comanda ancora la classifica del campionato mondiale e sta ponendo le basi per la conquista del decimo titolo.

Peccato che Vale non riesca trovare la chiave delle prove in qualifica dove non riesce quasi mai ad essere nei primi sei e questo potrebbe giocargli contro per il resto della stagione. Non digerisce il cosiddetto giro “secco “ e preferisce mettersi a posto la moto per la gara della domenica.

Forse si tratta di una strategia, forse si tratta di una necessità ma in ogni modo qualcosa deve cambiare in positivo perchè le partenze ad handicap non sono raccomandabili. Poi state certi che incomincerà la guerra psicologica di Valentino nei confronti dello spagnolo ed i complimenti scambiatisi fino ad oggi diventeranno vere e proprie bordate e vincerà chi avrà più freddezza ed equilibrio. Il campionato mondiale ormai è roba fra i due piloti della Yamaha, il resto sono solamente sogni irrealizzabili.

Honda, spiegaci perché hai detto no a Casey Stoner

Shuhei Nakamoto e Livio Suppo

Shuhei Nakamoto e Livio Suppo

La più grande casa motociclistica del mondo sta vivendo un periodo di crisi non facile da superare. Fermo restando che dal punto di vista tecnico la Honda resta la moto da battere, il problema vero sta nei due piloti che per un verso o per l’altro non rendono come avrebbero dovuto rendere.

L’ambiente nel team non è dei più idilliaci, si parla di un profondo dissidio fra il manager di Marquez, Emilio Alzamora ed il suo capotecnico Santi Hernandez, dissidio che rende la situazione difficile da gestire. Poi ci mettiamo in più il momento no del fenomeno Marquez che ha fatto un inizio di stagione di gran lunga inferiore alle aspettative ,con il gran rischio che la sua sicurezza venga minata da quel gran trapano psicologico di nome Valentino Rossi.

Il vero problema dello spagnolo è la sua sicurezza di poter fare tutto ciò che vuole, ma forse si sta rendendo conto che non è proprio così visto il brutto errore di domenica scorsa quando poteva benissimo accontentarsi del secondo posto invece di provare un sorpasso impossibile nei confronti di Valentino che era più a posto di lui con lo pneumatico posteriore L’altro grosso problema è sicuramente Dani Pedrosa che con il suo braccio martoriato da diverse operazioni chirurgiche si avvicina lentamente al ritiro definitivo dalle competizioni.

Un pilota rimasto solo dopo l’abbandono del suo manager storico Alberto Puig che non è stato sostituito e quindi crea un grosso buco nella sua organizzazione personale. Quello che non si riesce a capire è il perché la Honda abbia preso come sostituto  dello spagnolo il giapponese Hiroshi Aoyama, un pilota mediocre che corre per onor di firma e questo non va bene perché si tratta di una moto  buttata via.

Non ha spiegazioni il fatto che la casa giapponese abbia risposto picche alla richiesta di Casey Stoner di essere il sostituto di Dani Pedrosa, portando come giustificazione il fatto che non corra da tempo. Francamente una casa motociclistica del calibro della Honda ha il diritto-dovere di fornire la propria moto a piloti vincenti o almeno a giovani emergenti che possano costruire un futuro insieme. Credo comunque che per la casa giapponese la cosa più importante sia che Marc Marquez abbia capito che il mondiale si vince anche accontentandosi e non come ha fatto sino ad oggi, Jerez ce lo farà capire.

Pernat: ora i giovani piloti italiani ci sono, grazie al team Italia

pernat_ferrariIl 2014 è stata un’annata importante per i giovani italiani perché si sono messi in luce. Fenati, nonostante gli alti e bassi, lo conoscevamo già ma Enea Bastianini è stata una scoperta, come lo stesso Morbidelli. È stata una stagione importante proprio perché sono entrati in scena piloti nuovi e altri più esperti, come Antonelli, hanno fatto vedere belle gare.

È una storia che è partita anni fa con il Team Italia e che sta incominciando a dare i suoi frutti. Per la squadra della Federazione italiana è stato un anno un po’ difficile, soprattutto per questioni tecniche, ma ha comunque fatto conoscere Locatelli che andrà a correre per Fausto Gresini, in un team di alto livello, e questo è una vittoria per chi lo ha fatto crescere. È proprio questo l’obiettivo del Team Italia.

Anzi, nel 2015 l’organizzazione sarà ancora migliore, con un organico che comprenderà due responsabili tecnici, due telemetristi, oltre a due meccanici per ogni pilota. Ci sarà quindi un salto in avanti. Per quanto riguarda i piloti, oltre al confermato Ferrari, ci sarà Stefano Manzi, un ragazzo molto giovane che ha già fatto vedere buone cose nella Rookies Cup.

La FMI ha questo compito, quello di fare scoprire giovani piloti, partendo dalle minimoto per arrivare al Mondiale. Si è poi aggiunto Valentino con un’ottima struttura, senza dimenticare gli altri team, come quello di Gresini, che continuano a operare professionalmente.
Fino a quattro o cinque anni fa c’era un blackout, non si faceva praticamente nulla, mentre ora siamo passati ad essere con i primi e ad avere delle aspettative a breve scadenza ottime. Questi piloti costituiranno poi il serbatoio per la Moto2 e poi per la MotoGP. La strada è stata tracciata e possiamo aspettarci a breve ottimi risultati, e non solo in Moto3.

Questo è stata una stagione sostanzialmente molto positiva per i giovani italiani, le aspettative erano più alte solo per Fenati, considerando che la struttura che aveva alle spalle, ma non tutte le ciambelle riescono col buco.  Penso che il prossimo anno sarà ancora migliore: potremo giocarci il titolo Mondiale. Se poi si metteranno in luce altri esordienti, il lavoro sarà stato fatto nel migliore dei modi.

Pernat dai i voti: Marquez, Rossi, con lode, Pedrosa e Lorenzo rimandati al 2015

Marc_Marquez-RossiNella pagella dell’anno della MotoGP bisogna dare 10 a Marquez ma si deve dare 10 anche a Valentino. Rossi ha dimostrato, anche per orgoglio personale, di essere un pilota che il prossimo anno si potrà giocare il titolo. Sarà molto difficile, perché Marquez è un fenomeno, ma lui ha ancora tanta voglia.
Darei due insufficienze a Pedrosa e Lorenzo.

Dani lo è totalmente, ha dimostrato una volta di più che per lui vincere un Mondiale è qualcosa di molto, molto improbabile. Jorge per me è stato sempre il pilota più completo di tutto ma questa volta si merita un 5 secco perché non si può sprecare la preparazione invernale e poi soffrire con la testa il proprio compagno di squadra. Nessuno se lo aspettava da lui, lo credevamo granitico ma non lo è ancora.

Bene per la Ducati, merita un bel voto. Pur sfruttando i regolamenti, Dall’Igna ha dimostrato di essere uno che le moto le sa fare e non ha mai portato in pista evoluzioni senza sapere che avrebbero funzionato. Aspettiamo di vedere la nuova moto nei test in Malesia, ma sicuramente avrà una bella squadra con due piloti come Dovizioso e Iannone che sono fortissimi, l’uno in un verso il secondo nell’altro. Si faranno molta concorrenza e credo che Iannone abbia tutte le carte in regola per giocarsi qualcosa di importante, se non nel 2015 almeno nel 2016 considerato che l’obiettivo è quello.

L’arrivo dell’Aprilia è importante nell’ottica dell’aumento del numero di Case, ma secondo me è un po’ anticipato. Nel prossimo anno dovranno correre con le Bridgestone e una diversa elettronica, quando invece nel 2016 cambierà tutto. Non voglio dire che dovrà ricominciare da capo, ma dovrà fare fronte a grandi cambiamenti. La loro tempistica mi lascia un po’ perplesso, ma se hanno deciso così significa che hanno delle carte da giocarsi, anche se sicuramente non sarà per nulla facile.

Forse era più logico seguire l’esempio delle Suzuki, che ha fatto un percorso corretto, preparandosi con tanti test per arrivare a una wild card. Poi, come succede sempre, se sei bravo fai una buona moto altrimenti no. Era comunque il percorso più giusto.

Intanto ci saranno cinque Case e sarà un campionato importante, senza dimenticarsi che la KTM entrerà nel 2017 in MotoGP e magari potrà anticipare i tempi. È un’azienda importante, che ha fatto sempre ottime moto senza mai sbagliare approccio, tanto nella velocità come nel fuoristrada. Non è detto che poi queste tirino la volata ad altre Case, come la Kawasaki, che è la più ricca, o la BMW, anche se è difficile. Io terrei d’occhio anche la MV Agusta, adesso che è legata a Mercedes, non si sa mai. È un bel panorama.

Nel 2015 dovremo aspettarci ancora un duello tra Honda e Yamaha, sperando che si inserisca anche la Ducati. Ci sarà sicuramente un salto in avanti della Honda con la sua Open, che quest’anno è stata una moto debole nonostante gli annunci. Penso che nel 2015 le cose cambieranno e potrà permettere ai piloti che la guideranno di affacciarsi nelle prime sette, o anche cinque, posizioni. Yamaha continuerà invece ne

 

Bridgestone rischia grosso: i piloti vogliono un cambiamento

bridgestone_truck
Ho la vaga impressione e forse qualcosa di più che la Bridgestone potrebbe lasciare la MotoGP visto che il suo contratto scade alla fine della stagione 2014.

Diciamoci la verità che dopo un ottimo lavoro iniziale è un paio di anni che la casa giapponese sta investendo meno del dovuto e si espone a figure tipo quella dell’Australia della scorsa stagione dove si è sfiorato il ridicolo per un Gran Premio del mondiale ed anche lì le Dunlop hanno avuto i loro seri problemi con le categorie minori.

Il problema grosso è che i piloti sono quasi tutti schierati contro la casa giapponese e quando ci sono queste situazioni diventa più che un campanello d’allarme. L’ultima chicca è stata quella di portare ad Austin le coperture della scorsa stagione con giustificazioni che sono scritte sulla sabbia.

Ormai c’è un grosso movimento, compresa la Dorna, che sta già contattando Michelin e Pirelli per capire se esiste la possibilità di un loro coinvolgimento la prossima stagione. Ma si parla naturalmente di monogomma anche se qualcuno delle case motociclistiche vorrebbe tornare alla vecchia sana concorrenza. Comunque a mio parere la Bridgestone ha fatto tantissimo per il motomondiale ma ora i suoi investimenti non sono più sufficienti per uno spettacolo come la MotoGP e forse un passo indietro da parte loro sarebbe accettato da tutti quanti i protagonisti.

English translation

Bridgestone at risk: the riders want a change

I have a vague impression (well maybe something more than that) that with the contract with Bridgestone due to expire at the end of 2014, the Japanese firm could even leave the MotoGP Championship very soon.

Let’s be clear: at the beginning Bridgestone has done a great job as a single tire supplier but in the last two years they had been investing less than they should have done, falling flat on their faces more than once: just remember the Australian mayhem in 2013 (when also Dunlop, to say it all, had great problems in the little classes).

The big problem is that almost all the riders are actually lined up against the Japanese firm and that’s something more than a warning for those who are under scrutiny. The straw that broke the camel’s back in terms of the riders’ resentment was to bring at Austin the last season’s compounds, on very shoddy ground.

All this created a wave of opinion, involving Dorna itself, which brought to the opening of negotiations with several other suppliers including Michelin and Pirelli. The single tire supplier system is not in question even if there is who would like to go back to the good old free-competition.

To put it briefly Bridgestone, in my opinion, has done an excellent job for the sport in the recent years but actually its investments are no longer sufficient for a show such as the MotoGP Championship and perhaps now a step back would be well accepted by all the parties.